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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 12:25

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a cura di Lorenzo D'albergo
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Caparezza si è esibito a piazzale tiburtino in oaccasione della Notte Bianca  
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Una Notte Bianca tra rap e poesia

Caparezza apre le danze a San Lorenzo, Capossela le chiude al Pincio

Id Article:10069 date 11 Settembre 2006

Roma,
Un successo senza precedenti per la Notte Bianca romana. Due milioni e mezzo di persone hanno letteralmente invaso le strade di una Roma apparsa in forma smagliante. Ottima è stata infatti l'organizzazione e l'offerta di eventi realizzata dal Comune.
Tra i tanti divertimenti ed appuntamenti culturali, quelli che hanno riscosso più successo tra il pubblico sono stati quelli di Caparezza, affermato rapper pugliese, e quello di Vinicio Capossela, poetico cantautore, una delle voci più originali ed apprezzate del panorama musicale italiano.

Aperto dai Batucanta, gruppo di percussionisti samba, il concerto di Caparezza ha fatto registrare il pienone. Più di 20.000 i fan del rapper, diventato famoso grazie al tormentone “Sono fuori dal tunnel”, riunitisi a piazzale tiburtino, per ascoltare le rime e le particolari sonorità di Michele Salvemini da Molfetta, in arte Caparezza. Ormai al terzo disco, “habemus capa”, Vinicio Capossela ha chiuso la Notte Bianca con un fantastico concerto  
(Premi per la FOTO Ingrandita) Caparezza, che ama definirsi un disoccupato con l'alibi dell'arte, ha intrattenuto i presenti per oltre due ore.

A chiudere la Notte Bianca, nel fantastico scenario offerto dalla terrazza del Pincio, è stato Vinicio Capossela. C'era chi aveva dormito sull'asfalto per assistere allo spettacolo in prima fila ed in piazzale Napoleone i fan si erano addirittura arrampicati sui lampioni, come tanti piccoli tarzan, per vedere il “cantante col cappello”. Non semplice musica, ma poesia, quella che ha accompagnato Roma fino all'alba, quando il sole ha cominciato a scaldare i sampietrini sui quali i presenti avevano ancora la forza di ballare, nonostante una notte insonne.
Chiuso il concerto con “Ovunque proteggi”, Capossela si è alzato dall'inseparabile pianoforte per abbracciare i suoi collaboratori e per salutare Roma, l'unica città italiana che, anche se solo per una notte, aveva perso il sonno.


Lorenzo D'albergo