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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 20:55

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a cura di Francesco Conti
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Una palazzina del comprensorio del'Ipab San Michele, in via Casale de Merode  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Sgombero all'Ipab, circa 200 gli sfollati

Sono circa 200 le persone, in gran parte rumeni e moldavi, che sono state sgomberate dall'Ipab di San Michele, a Tor Marancia. Lo sfollamento è stato condotto dalle forze dell'ordine.

Id Article:10082 date 15 Settembre 2006

Roma, E' scattato nella prima mattinata del 14 settembre lo sgombero di circa 200 occupanti del comprensorio Ipab San Michele in via Casale de Merode a Tor Marancia, all'interno del quale avevano trovato rifugio da quasi 10 anni(dal 1998 ndr). Per la maggior parte si tratta di stranieri, tra i quali anche una ventina di minori, provenienti dalla Moldavia, dalla Romania e dall'Ucraina, privi di documenti in regola.
Tra questi figurano anche circa 30 nuclei famigliari con regolare permesso di soggiorno, che verranno presi in carico dai servizi sociali del Comune di Roma. Per quanto riguarda gli altri, ovvero coloro che sono sprovvisti dei regolari documenti, saranno accompagnati nei centri di raccolta.
Lo sgombero delle due strutture del complesso dell'Istituto San Michele, abitate una da 50 e l'altra da 150 persone, sarebbe avvenuto "per motivi di sicurezza" vista la situazione difficile che si era delineata negli ultimi tempi.
Escluse dal provvedimento circa 130 famiglie facenti parte del coordinamento di lotta per la casa, presenti presso l'istituto dal novembre del 2005.

Lo sfollamento è stato condotto da un imponente schieramento di forze dell'ordine: sul posto erano infatti presenti i Nae dei vigili urbani, i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia coordinati dal commissariato della zona su disposizione della prefettura. Gli sgomberati sono stati trasportati in massa presso il commissariato di Tor Carbone dove sono tutti stati denuciati per occupazione abusiva.

Il loro futuro appare molto incerto e immediate sono state le reazioni da parte di alcuni esponenti politici anche a seguito delle polemiche suscitate per questo duro provvedimento.

L'assessore alle Politiche sociali del Municipio XI, Gianluca Peciola, ha espresso le proprie perplessità sul provvedimento adottato e ha manifestato la propria solidarietà agli sfollati schierandosi dalla loro parte: "I rapporti tra amministrazione e occupanti – spiega l'assessore Peciola - non si era interrotta. I bambini andavano a scuola negli istituti del nostro territorio. Per questo ora ci organizzeremo affinché possano continuare a frequentare le lezioni. L'operazione di questa mattina, peraltro, non ci convince perché non si possono sgomberare intere famiglie, benché abusive, senza trovare loro una soluzione alternativa".

Di parere simile anche Andrea Catarci, presidente del Municipio XI: "Prendiamo atto dell'intervento delle forze di polizia, teso a rimuovere una situazione che nel tempo si era deteriorata. Va sottolineato, però, che a fronte di pochi soggetti dediti ad attività criminose, c'erano nello stabile numerose famiglie e singoli che avevano avviato un lento quanto solido percorso di integrazione nel mondo del lavoro, in quello scolastico e del convivere civile. Oltre ai bambini inseriti nelle scuole del territorio, anche parecchi adulti stanno collaborando con l'autorità giudiziaria, denunciando proprio i fenomeni criminali di cui sopra e testimoniando in prima persona. Rimane quindi la necessità - prosegue Catarci - di fornire in tempi reali una risposta alle esigenze sociali ed abitative di queste persone, in particolare quelle che comprendono nel loro nucleo dei minori, andrea catarci  
(Premi per la FOTO Ingrandita) in modo da impedire che l'inserimento si interrompa e che si vanifichino gli sforzi fatti. Abbiamo già assistito impotenti alla separazione forzata dei nuclei familiari, con le donne ed i bambini da una parte ed i padri dall'altra; temiamo ora che, ove non fosse possibile reperire sistemazioni idonee nel territorio o in zone limitrofe, si causerà un vero e proprio sradicamento delle famiglie dal contesto locale, con la strada come ultima e disumana alternativa. Ciò non deve assolutamente accadere. Viene da chiedersi quale sia stato, quale sarà e, soprattutto, se ci sarà, un'assunzione di responsabilità in questa triste vicenda da parte dell'Istituto San Michele, proprietario della palazzina ex 'Locatelli'. I nostri peggiori timori si sono verificati: come avevamo detto già in mattinata si rischiava di lasciare in mezzo ad una strada intere famiglie con figli piccoli già inseriti nelle nostre scuole e asili. E' inammissibile e sconcertante - ha concluso Catarci - che nella città che accende le luci del gazometro si spengano improvvisamente quelle della solidarietà".

Sul caso del San Michele è intervenuta anche la segretaria generale della Camera del Lavoro di Roma Sud-Cgil Marina Pierlorenzi: "Lo sgombero del San Michele colpisce indistintamente delinquenti e onesti lavoratori. Un centinaio di stranieri in regola con il permesso di soggiorno che lavorano e pagano le tasse con una cinquantina di bambini al seguito, è da questa mattina in mezzo alla strada. La grave situazione del San Michele andava risolta dalle autorità competenti provvedendo a trovare una soluzione abitativa per gli stranieri regolari, i quali sono integrati nella vita del quartiere e i cui figli sono perlopiù nati in Italia e frequentano le nostre scuole. Auspico - ho concluso la Pierlorenzi - che il Sindaco dimostri, come in altri casi la sua grande sensibilità per trovare una soluzione immediata a questa emergenza abitativa vitale a queste famiglie".


Immediata anche la reazione di Massimiliano Smeriglio, segretario romano del Prc: "Esiste una realtà all'interno dell'occupazione non altrettanto nota e che è, purtroppo, sempre passata in secondo piano, mi riferisco alla ventina di famiglie composte da persone perbene che hanno in questi anni mantenuto il loro soggiorno nella nostra città, unicamente attraverso il proprio duro lavoro, garantendo ai propri figli la regolare istruzione presso le nostre scuole. Queste persone - continua - ci hanno mostrato con estrema chiarezza quanto la loro esistenza sia dissociata dagli atti criminosi commessi dagli altri occupanti, sino al punto di testimoniare contro di loro in sede penale, esponendosi così ad ulteriori rischi per la propria incolumità. Ritengo profondamente ingiusto, quindi, che la loro sorte non sia stata distinta da quella dei loro 'pessimi coinquilini'. Il comune di Roma - attacca Smeriglio - avrebbe dovuto testimoniare il proprio apprezzamento per il coraggio e la dignità mostrate, prendendosi cura di questi nuclei familiari, garantendo loro il sostegno e la necessaria attenzione. Un'occasione persa per Roma per ribadire la propria natura accogliente, pronta a premiare ogni richiesta di integrazione civile".

Francesco Conti