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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Lunedi 25 Marzo 2019, ore 07:42

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a cura di Cinzia Folcarelli

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Giovanni Lanfranco, Il trionfo di David, olio su tavola, cm 54.6 x 165.2  
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Officina emiliana

In mostra ai Capitolini la collezione di dipinti della Banca Popolare dell’Emilia Romagna

Id Article:10092 date 20 Settembre 2006

Roma, Correggio, Guercino, Lanfranco, Reni, i Carracci, sono solo alcuni dei prestigiosi nomi presenti nella collezione di dipinti della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, in mostra, fino a Gennaio 2007, ai Musei Capitolini.

Il titolo, Officina emiliana, si rifà ad un celebre scritto del 1934 del famoso critico Roberto Longhi, mentre la scelta delle opere, tratte dall'ampia raccolta sapientemente e pazientemente creata nel corso degli anni, è stata affidata a Daniele Benati e a Lucia Peruzzi, curatori della mostra, che hanno scelto 37 dipinti di 32 artisti, maestri della scuola emiliano - romagnola, che abbracciano un arco temporale che va dal XV al XVIII secolo.

Nata senza pretese con l'acquisto di alcuni quadri di soggetto decorativo, soprattutto battaglie, destinati all'abbellimento delle stanze della sede della Banca, la raccolta di dipinti, grazie soprattutto ai preziosi consigli di Carlo Volpe, docente all'Università di Bologna, acquisì progressivamente valore e prestigio fino a contenere le opere dei principali rappresentanti della pittura emiliana dei secoli passati.
Con la morte di Volpe e l'avvicendamento di Benati e Peruzzi la raccolta si è ulteriormente ampliata ed è diventata, grazie alle iniziative promosse dall'Ente, volte a far conoscere i dipinti anche al grande pubblico, la dimostrazione di come l'interesse privato possa sposarsi con quello pubblico al fine di salvaguardare e promuovere il nostro patrimonio artistico.

La mostra romana, parte di un tour espositivo che ha già toccato dieci città d'Italia, oltre ai grandi maestri citati, vede la presenza delle opere di Bartolomeo Passerotti, Alessandro Tiarini, Giuseppe Maria Crespi, Elisabetta Sirani, Cristoforo da Lendinara, Innocenzo da Imola, il Bagnocavallo, Girolamo da Carpi, Giacomo Zoboli.

L'esposizione vuole anche valorizzare le numerose opere di artisti emiliani presenti nelle collezioni permanenti dei Musei Capitolini, il cui nucleo principale risale proprio ad un bolognese, Papa Benedetto XIV che nel 1740 decise di costituire sul Campidoglio una raccolta pubblica di dipinti.
Fu così che sul colle romano confluirono le numerose e prestigiose opere della collezione del marchese Giovan Battista Sacchetti, acquistate (sottocosto) dal Papa per liquidare i debiti del marchese.
Nello stesso periodo un altro colpo da maestro di Benedetto XIV, permise al costituendo museo di aggiudicarsi anche i dipinti più importanti della collezione della famiglia emiliana dei Pio. Trasferitisi in Spagna, Guido Reni, Amore dormiente, olio su tela, cm 105 x 136, Collezione Banca Popolare dell'Emilia Romagna  
(Premi per la FOTO Ingrandita) a Madrid, i Pio non erano riusciti a spostare da Roma la loro collezione d'arte, sottoposta ad un vincolo fidecommissario, antico istituto giuridico rimesso in vigore dal Papato e volto ad evitare la frammentazione delle più notevoli raccolte dell'epoca che altrimenti sarebbero state smembrate o portate appunto all'estero.
Quando, nel 1749, uno dei membri della famiglia Pio chiese nuovamente al Papa il permesso di trasferire la collezione in Spagna, Benedetto XIV glielo concesse, incaricando del trasferimento il cardinale Valenti Gonzaga, con la condizione però che “occorrendo qualche Quadro per nostro servizio se ne facci la scielta dallo istesso Cardinale”.
Ovviamente Gonzaga scelse di tenere i dipinti più prestigiosi della raccolta, aumentando il prestigio della collezione capitolina.

Anche se i modi usati dalla Chiesa non furono propriamente “ortodossi”, le intenzioni di Benedetto XIV erano nobili. Egli infatti permise agli artisti e gli studenti della Scuola del Nudo dell'Accademia di San Luca, allora presente anch'essa sul Campidoglio, di usufruire della collezione per studiare i grandi maestri del passato e copiare le loro opere (ricordiamoci che siamo nel 1700 e quello che oggi ci sembra banale, all'epoca non era per niente scontato).

Mezzo secolo più tardi, nei Musei Capitolini confluì anche la monumentale pala d'altare con il Seppellimento della Santa Petronilla, opera di Guercino, destinata in origine alla Basilica di San Pietro, requisita dalle truppe napoleoniche in seguito al Trattato di Tolentino e fatta restituire da Antonio Canova dopo lunghe trattative diplomatiche.
L'opera si trova ancora nella stessa sala dove fu posta quasi cento anni fa e, in occasione della mostra Officina Emiliana, viene messa in relazione con un'altro prestigioso dipinto di grandi dimensioni, la Crocifissione di Giovanni Lanfranco. 

Officina Emiliana
Correggio, Guercino, Lanfranco e altri artisti dalla Collezione della Banca Popolare dell'Emilia Romagna
Durata della mostra: 14 Settembre 2006 - 28 Gennaio 2007
Sede: Roma, Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, Piazza del Campidoglio
Orario: martedì - domenica, ore 9.00 - 20.00 (la biglietteria chiude un'ora prima); lunedì chiuso
Biglietto: solo mostra € 4.50, ridotto € 2.50; unico integrato comprensivo di ingresso ai Musei Capitolini e alla mostra € 8, ridotto € 6; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
Catalogo: Skira
Informazioni: tel. 06 82059127; www.museicapitolini.it


Cinzia Folcarelli