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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Martedi 20 Novembre 2018, ore 13:36

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a cura di Lorenzo D'albergo
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"Geografia del calcio" è la nuova materia d'esame del corso di laurea in geografia  
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Il calcio diventa materia d’esame alla Sapienza

Gli studenti in “Geografia, gestione e valorizzazione del territorio” sosterranno l’esame di “Geografia del calcio”

Id Article:10122 date 29 Settembre 2006

Roma,
Il primo ateneo della capitale, “La Sapienza”, si tiene al passo coi tempi. Infatti, se negli ultimi mesi “calciopoli” ha catturato l'attenzione dei grandi media, diventando l'argomento di discussione dell'estate, il mondo accademico ha risposto a questa “invasione” mediatica, cercando di studiare tutte le sfaccettature del fenomeno-calcio.

A far diventare il calcio una vera e propria materia d'esame ci ha pensato la Facoltà di Lettere e Filosofia de “La Sapienza”.
Saranno gli studenti del corso di laurea specialistica in “Geografia, gestione e valorizzazione del territorio”, diretto prosieguo della laurea triennale in Geografia, ad avere l'occasione di confrontarsi con l'affascinante mondo del calcio. “Geografia del calcio” sarà la materia che li metterà faccia a faccia con gli aspetti socio-economici, culturali, territoriali e mediatici dello sport più seguito d'Europa. Uno sport che ha raggiunto ormai una dimensione globale (la FIFA comprende ad oggi più nazioni dell'ONU), e la cui geografia cambia di anno in anno.
Ad esempio le nazioni che ospitano i “cimiteri degli elefanti”, i campionati dove i grandi vanno a chiudere le loro carriere si sono passate più volte il testimone negli ultimi anni.
Prima furono gli Stati Uniti ad ospitare gli ultimi lampi di fenomeni come Pelé e Beckenbauer. Poi fu il turno della J-League, il campionato giapponese, ad essere teatro delle ultime imprese di Schillaci e Bebeto. Ora tocca al Qatar. Batistuta, Hierro, Le Boeuf, Caniggia, i fratelli De Boer ed altri ex-grandi del calcio europeo sono stati attratti dagli stipendi garantiti dall'economia dell'oro nero.

L'istituzione di questo corso va certamente a sottolineare l'importanza socioeconomica che il calcio ha raggiunto col passare degli anni. Da semplice hobby domenicale a dominatore della vita pubblica e dell'economia (grazie alla vittoria mondiale degli azzurri si prevede un rialzo del PIL quasi del 2%),è diventato uno dei veri motori della nostra nazione.
Più in generale, è rilevante anche l'influenza che questo sport ha sul turismo mondiale. Basta dare un'occhiata agli incassi estivi degli hotel tedeschi (chiedete agli albergatori tedeschi e all'improvviso un tipico broncio teutonico si trasformerà in sorriso).

Analizzato nei suoi aspetti fondamentali, il calcio esce quindi dalle chiacchiere da bar e si eleva definitivamente ad oggetto di ricerca. Già molte le ricerche accademiche e le tesi dedicate al controverso mondo del “pallone”. Molte altre sono in arrivo, proprio grazie a questo innovativo corso. Riusciranno i dirigenti e gli addetti ai lavori, apparsi più di una volta chiusi nella loro aurea cerchia e sordi ai consigli provenienti dall'esterno, a recepire i suggerimenti degli studenti e dei ricercatori? Ma soprattutto, accoglieranno questi consigli in un momento così delicato, quello della ricostruzione, durante il quale si sta ridefinendo l'assetto del mondo del calcio per i prossimi anni?

Le risposte alla crisi del calcio possono quindi venire dall'università e dalla ricerca. Perché allora non fare “orecchie da mercante”? Ricostruire questo delicato “giocattolo”, avvalendosi dell'aiuto di chi conosce il fenomeno in tutti i suoi aspetti, può essere il primo passo verso uno sport più pulito. Grazie a “La Sapienza” questo è possibile. Sta ora agli studenti saper sfruttare questa occasione.



Lorenzo D'albergo