ERRORE 70
Permission denied D:\home\h555297.winp026.arubabusiness.it\romalocale.it\public\System\Contatori\ContatoreVisite.txt

Comandi

Immagine logo sito
Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Martedi 13 Novembre 2018, ore 08:58

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Municipio XII , SkSoggetto:Municipio XII , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Andrea De Giorgio
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 29 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Handicap e sesso. Discuterne per abbattere un tabù

Il 14 settembre, nella sala consiliare del Municipio XII si è discusso del tema, oggi, tremendamente attuale

Id Article:10167 date 22 Settembre 2006

Spesso pronunciare parola "sesso", oggi, può essere imbarazzante. Se poi a questa parola aggiungiamo "handicap", rischiamo di cadere in un vero e proprio tabù.
Il connubio "sesso-handicap",
ai nostri tempi, è sicuramente di difficile interpretazione e difficile collocazione. Per cercare di dissipare ogni sorta di tabù e riportare tutto nel campo della normalità, magari difficile, si sono riuniti presso il XII Municipio, il 14 settembre, famiglie, associazioni e medici discutendone all'interno del seminario "Handicap e tabù". 


Tale dibattito rientra nell'iniziativa "Superando", che ha visto la luce grazie alla FADOI Lazio, Federazione delle Associazioni dirigenti Ospedalieri Internisti, in collaborazione con la Consulta dell'handicap del Municipio XII, per "informare, chiarire dubbi, fornire mezzi, conoscenze e stimoli per migliorare la qualità della vita e cercare di dare una risposta ai problemi quotidiani del disabile", in un progetto partecipativo rivolto a consolidare una continuità assistenziale sul territorio e una maggiore comunicazione tra due soggetti spesso divisi: le famiglie dei disabili e le associazioni da una parte, la Comunità locale dall'altra (intesa anche come istituzione). 
I relatori, nell'icontro, hanno illustrato con evidenza scientifica le tappe evolutive attraverso le quali la sessualità, elemento fondante della nostra esistenza, si sviluppa e prende corpo nella persona. 


Un percorso naturale, ma anche delicato che spesso è vissuto in maniera problematica. Così lo spiega la neuropsichiatra infantile Maria Grazia Rigoni: "Le persone con disabilità possono avere maggiori difficoltà nel capire ciò che avviene,nell'accettare il proprio corpo che si modifica, nel riorganizzare le proprie modalità relazionali strutturandone di nuove, nel confrontarsi con gli altri e con la consapevolezza della propria diversità. Questo - prosegue la dottoressa Rigoni - comporta ulteriori incertezze ai soggetti e ulteriori responsabilità per coloro che seguono questi disabili: genitori e docenti. Spesso sull'emergente sessualità, si tende a sopire, addormentare e sotterrare le pulsioni, infondendo sensi di colpa, che possono portare a disagio ed emarginazione sociale". 



E' quindi ben chiaro come una persona diversamente abile viva il suo stato di disabilità nella sfera sessuale. E' altrettanto chiaro però, che questo stat di disagio è più imposto dalla cultura sociale che ne crea un tabù. A questo proposito è intervenuto il Prof. Bruno Tescari, presidente FISH Lazio e Consulta Handicap Regione: "Parlo in nome della mia coscienza: in questa sede non stiamo parlando di una sessualità speciale, ci stiamo stancati di essere trattati come soggetti da sottovetrino, etichettati come categoria a parte. Il tema in questione, cioè fare sesso, non preoccupa i disabili, ma i genitori. Sono questi ultimi, spesso, ad avere una sessualità handicappata". Parole al vetriolo per Tescari, che però prosegue: "Non bisogna mai dare l'allarme sul sesso, ma avere rispetto per il loror sesso nei confronti del quale si deve smettere di scandalizzarsi. Al contrario occorre aiutare le possibilità della vita e spingerea seguire ciò che detta l'istinto e l'amore".


L'incontro è proseguito tra dibattiti, domande e proposte, sempre in un clima molto cordiale e senza ipocrisia. Un incontro davvero importante che ha lasciato il segno in chi l'ha seguito anche grazie all'ascolto di episodi di vita vissuta.

Andrea De Giorgio