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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Domenica 18 Novembre 2018, ore 01:59

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a cura di Matteo Romani
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La sede del Mics in via Portuense, fonte foto www.fabriziosantori.com  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Il cinema dimenticato di An

Santori invia una missiva a Veltroni: “Ignorato il Museo internazionale di Via Portuense”

Id Article:10190 date 17 Ottobre 2006

Roma, A Roma il cinema non è rappresentato solo dalla grande rassegna internazionale che sta occupando le prime pagine dei giornali in questi giorni. Esiste un'altra realtà, importante ma dimenticata, a cui Fabrizio Santori, capogruppo di An del Municipio Roma XVI, ha voluto dare il giusto risalto attraverso una missiva inviata al sindaco della Capitale Walter Veltroni.

“Mi permetta di dirle – si legge nella missiva- che la famosa pellicola Il Grande Bluff rispecchia quel percorso di illusione culturale fatto di sfavillanti feste e futili raduni da Lei organizzati in pompa magna insieme alla sua giunta dimenticando la vera grande realtà culturale cinematografica della Capitale” .

Mentre Lei promuove il cinema internazionale al Campidoglio –continua Santori- non si preoccupa delle opere d'arte dei pionieri del cinema romano conservati e ingiustamente dimenticati all'interno del Museo internazionale del cinema e dello spettacolo in Via Portuense 101. Con tutto il rispetto per i suoi amici e le sue amiche Bellucci, Connery, Martin Scorsese, Leonardo Di Caprio e tanti altri divi del panorama mondiale il Mics è la vera e unica grande realtà culturale, sociale e museografica che abbiamo la fortuna di avere a pochi passi dal centro di Roma, Il capogruppo di AN Fabrizio Santori  
(Premi per la FOTO Ingrandita) la città del cinema per eccellenza, e che rappresenta una risposta e una presenza alternativa seria e qualificata al declino del cinema nazionale e internazionale”.

“Un'amministrazione seria e lontana dalla personalizzazione della politica –afferma il rappresentate capitolino di AN- dovrebbe valorizzare l'enorme patrimonio inestimabile e raro presente nel Mics, costituente la memoria storica collettiva dell'umanità a livello mondiale, e le innumerevoli attestazioni spontanee di apprezzamento per le opere presenti nel museo ne sono una prova ma probabilmente neanche lo ha mai visitato. Domani proprio Lei –conclude infine Santori- appassionato cinefilo, non si vorrà macchiare di una grave perdita per il patrimonio cinematografico mondiale e che rischia di deteriorarsi per le gravi difficoltà economiche in cui versa il museo. Non bastava forse accantonare solo una piccola parte delle ingenti spese di gestione e di promozione del pomposo festival del cinema? Oppure non mi dica che Lei a Francesca Bertini e Lyda Borelli preferisce Nicola Kidman e a Enrico Guazzoni, Filoteo Alberini, Carmine Gallone, Leopoldo Fregoli forse privilegia Besson, Costner, Julia Roberts, Richard Gere, e chi più ne ha più ne metta, tanto a pagare siamo sempre noi cittadini romani? Di certo l'esclusione di Sofia Loren non ci fa ben sperare”.


Matteo Romani