ERRORE 70
Permission denied D:\home\h555297.winp026.arubabusiness.it\romalocale.it\public\System\Contatori\ContatoreVisite.txt

Comandi

Immagine logo sito
Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 12:25

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Comune di Roma , SkSoggetto:Comune di Roma , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Matteo Romani
Per saperne di piu' su di me...

Email: Premi per inviare un messaggio di posta elettronica , ,



Articoli: 42 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Un immagine di Leb-it-opoly, il gioco realizzato dai ragazzi dell'Aristotele insieme a degli studenti libanesi  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Record per l’Aristotele

Il liceo romano ha partecipato alla fase finale di Mondialogo con ben due progetti

Id Article:10266 date 7 Novembre 2006

Roma, Non hanno vinto, ma i ragazzi del Liceo Scientifico Statale Aristotele hanno comunque raggiunto un importante traguardo. L'istituto romano è infatti la prima scuola che ha partecipato alla fase finale di Mondialogo, il concorso promosso da UNESCO e Daimler Chrysler, con ben due progetti. Il primo è intitolato Leb-it-opoly e nasce dalla collaborazione tra una classe del liceo capitolino e dei coetanei della Evangelical School di Beirut in Libano. Si tratta in sostanza di un gioco da tavola che prende ispirazione dal monopoli ma che ne cambia gli obiettivi finali. Lo scopo del gioco infatti, non è quello di guadagnare denaro bensì costruire scuole ed università per raggiungere i Millenium Development Goals (gli obiettivi del Millennio) delle Nazioni Unite. “Il Nome Leb-it-opoly –spiega la professoressa Rosanna Cipressi- nasce dalla fusione delle parole Libano ed Italia. Il gioco, che prende spunto dal monopoli, si base su tre tavole sovrapposte. La prima rappresenta l'Italia, la seconda il Libano, la terza un mix dei due Paesi. L'obiettivo è quello di ottenere gli MDG (Millenium Development Goals n.d.r.)”. 

Gli studenti italiani hanno collaborato con i colleghi libanesi a distanza,utilizzando i mezzi di comunicazione più disparati così come ci racconta Fulvia, studentessa dell'Aristotele: “Abbiamo utilizzato le chat più comuni come messanger ma anche le classiche e-mail e gli sms. I dialoghi avvenivano in inglese che per loro è quasi la prima lingua mentre il nostro è un po' scolastico. E' stata comunque un'esperienza bellissima che rifarei” 

L'altro progetto è invece intitolato “Discrimigration” e nasce dalla collaborazione tra i ragazzi dell'Aristotele e dei coetanei messicani. Gli studenti hanno realizzato ben tre prodotti, un volume cartaceo, un documento in power point e un cortometraggio intitolato “Nadjia”, che analizzano in maniera approfondita il tema della migrazione. “Si tratta –racconta la professoressa Cipressi- di un progetto un po'più serio, meno ludico del precedente. I ragazzi hanno illustrato il fenomeno della migrazione partendo dalla esperienze diverse ma comuni dei due paesi. L'Italia ha infatti vissuto all'inizio del secolo il problema dell'emigrazione, il Messico lo sta affrontando tuttora, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti”.



Matteo Romani