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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Domenica 18 Novembre 2018, ore 01:58

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a cura di Cinzia Folcarelli

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Mimmo Paladino, Mathematica, 2001, stampa a colori, cm 40 x 50  
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Dove sta andando il mercato dell’arte?

Riflessioni sulle difficolta' della giovane arte italiana e sui suoi protagonisti in un panorama mondiale che ci sta sempre più snobbando

Id Article:10303 date 17 Novembre 2006

Roma, Tempi duri per i giovani artisti, soprattutto se italiani.
Infatti se è vero che l'artista è una figura da sempre sinonimo di vita sregolata e grama, è anche vero che ultimamente all'estero le cose stanno cambiando e le opere degli artisti giovani (in particolare di alcuni artisti) sono molto ben quotate. Questo anche, e soprattutto, grazie ad un circuito di mercanti e gallerie che creano dei veri e propri fenomeni, a scapito di tanti altri validi artisti che non fanno parte del “giro” giusto.
Se tutto il mondo è paese, è anche vero che la situazione italiana è ancora peggiore, perché a livello mondiale, e soprattutto British, siamo addirittura snobbati. Ma non sarà perché l'Italia detiene la maggior parte del patrimonio artistico mondiale e gli altri devono puntare sul presente, non avendo un granché come passato? Evitando di scadere in facili nazionalismi e di conseguenza provincialismi, forse è bene non dare tutta la colpa agli altri, ma rendersi anche conto della situazione artistica italiana, frammentata in una miriade di piccole realtà in lotta tra loro, che pensano solo ai propri interessi personali e non al bene dell'arte stessa.
Gli artisti, e ahimè non solo quelli giovani, si lamentano, i critici si lamentano, le gallerie si lamentano, ma nessuno va oltre questo pianto generale. E spesso le stesse gallerie e addirittura i musei preferiscono sfruttare l'onda dei successi degli artisti stranieri (sicuramente più comodo) invece di puntare sugli italiani che fanno fatica ad emergere. E a volte il risultato non è neppure dei migliori.

Ma torniamo alla British Art inglese e americana.
In Inghilterra, a partire dagli anni Ottanta, i vincitori del Turner Price, fondato dalla Tate Gallery per gli artisti emergenti, si ritrovano catapultati sul mercato con quotazioni altissime. E' questo il caso di Howard Hodgkin, Francesco Clemente, Check Mate, 2005, tempera e olio su lino, cm 177 x 219, Courtesy Galerie Bruno Bischofberger, Zurigo  
(Premi per la FOTO Ingrandita) Gilbert and George, Tony Cragg, Anish Kapoor, Damien Hirst, Chris Ofili. Inoltre il mecenate gallerista Charles Saatchi dagli anni Novanta sostiene la Young British Art, che annovera anche alcuni artisti citati.

In Italia il precedente è del 1979, quando il critico Achille Bonito Oliva fondò e promosse la Transavanguardia di cui fanno parte gli artisti Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria, Mimmo Paladino.
A parte il fenomeno Maurizio Cattelan, che però si è dovuto trasferire a New York, ultimamente, alla fine degli anni Novanta, il critico milanese Alessandro Riva ha provato a scuotere la stagnante situazione nazionale fondando Officina milanese, che vede la presenza di Giovanni Frangi, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Alessandro Papetti e Velasco. Si parla di Nuova Figurazione. Dal 2003 Riva ha creato l'organizzazione Italian Factory, per lanciare (e rilanciare) gli artisti sul mercato. L'iniziativa sta riscuotendo successi, ma siamo ancora molto lontani dalle quotazioni dei British.

Insomma sarà bene che in Italia il sistema artistico cambi radicalmente. Spesso mi capita di ascoltare i racconti degli artisti nati negli anni Trenta, che mi parlano della loro vita durante gli anni Settanta, quando esistevano ancora gallerie private che organizzavano grandi eventi e musei pubblici che esponevano ben volentieri le loro opere. Oggi tutto ciò non esiste più. La crisi immobiliare ha costretto le gallerie ad affittare i loro spazi o ad occuparsi solo di alcuni artisti (spesso i più commerciali) a scapito della qualità. E i musei pubblici sono diventati pressoché inaccessibili. Certo, ci sono le dovute eccezioni, ma sono sempre troppo troppo poche.
Ovviamente se gli artisti quotati hanno difficoltà ad esporre le loro opere pensiamo ad un artista giovane, e squattrinato ...


Cinzia Folcarelli