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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 23:03

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a cura di Gianpiero Del Monte
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L'omelia del Papa al Torrino

La chiesa come centro di rinnovamento interiore e dell'intera comunità.

Id Article:10373 date 10 Dicembre 2006

Roma, Accolto dal parroco, dal cardinal Ruini e da tanta gente del quartiere Benedetto XVI ha consacrato stamane il nuovo complesso parrocchiale di S. Maria Stella dell'Evangelizzazione al Torrino Nord.

Nel discorso di benvenuto il parroco don Francesco De Franco ha sottolineato il valore della parrocchia come “casa di tutti che ha come suo dovere e vocazione quello di accogliere i poveri e i giovani in attesa di risposte”. Il cardinal Vicario Ruini ha quindi consegnato al parroco le chiavi della nuova chiesa che è stata così affidata alla comunità.

Prima della dedicazione il Papa ha invocato la benedizione divina sull'acqua utilizzata per  l'aspersione delle pareti e dell'altare, come segno di lavacro battesimale. Ha quindi affermato che “questa è la prima chiesa che ho occasione di consacrare da quando sono vescovo di Roma ed è un  momento di grande gioia spirituale per il popolo del territorio, a cui mi unisco.” Ringraziando quanti hanno contribuito alla costruzione Benedetto XVI ha sottolineato come l'Avvento sia un periodo particolarmente adatto a questi eventi ed ha chiesto di proseguire lungo questa linea perché  “altri quartieri che ne sono privi possano quanto prima avere la loro chiesa”.

Ha ricordato poi che “la comunità di questa parrocchia è giovane non solo perché è nata nell' '89 ma anche perché giovani  sono le famiglie e gli abitanti che la compongono. Occorre quindi educare i giovani alla vita e la parrocchia ora continuerà a crescere con loro in tutte le sue attività e strutture.”

Le letture della messa hanno riproposto il discorso della “riedificazione”, traendo spunto dal popolo di Israele che si ritrova tornando dall'esilio. “La riedificazione esterna – ha detto il Papa – non ci può essere se non c'è quella del popolo che dentro di sé trova le energie per crescere. La parola di Dio è forza di rinnovamento interiore che conduce alla gioia del Signore. La Chiesa esiste per questo e sviluppa dunque un discorso di giustizia e di amore per destare in noi la conoscenza del bene. Occorre pregare affinché la luce di Dio rinnovi noi e il mondo. Senza parola di Dio non si può  costruire una comunità”. Benedetto XVI si è quindi riferito alla lettura dell'Apocalisse in cui si parla di una “città sposa” che non è solo un edificio di pietra ma rimanda al popolo nuovo come comunità.

 “L'umanità raccolta nella chiesa – ha detto – diventa allora un solo spirito e una cosa sola,lo Spirito datore di vita”.

Ha continuato rilevando la citazione dei “dodici basamenti della città che non sono pietre materiali ma rappresentano i dodici apostoli, pietre portanti della chiesa. La loro fede è la vera luce che illumina” Parlando dei brani evangelici ha affermato che “la professione di fede di Pietro è un fondamento incrollabile della chiesa. Gesù Cristo è in mezzo a noi come persona e lo incontriamo nella chiesa. Non sono solo parole ma è Dio che vive in mezzo a noi”. Il discorso è caduto sulla figura di “Maria Stella dell'Evangelizzazione, che salutiamo come colei che ci ha messo in condizione di  vedere il bene e rendere gloria a Dio”.

All'offertorio un giovane della parrocchia ha presentato al Papa un contributo di 10.000 euro come gesto significativo per la costruzione di nuove chiese. L'unzione con 
olio profumato, l'incensazione l'accensione delle candele e delle luci hanno espresso simbolicamente l'azione invisibile ma perennemente incisiva di Dio nel mondo attraverso la Chiesa.

Mentre il Papa ungeva l'altare due sacerdoti hanno segnato con l'olio le sei croci della chiesa significando che l'edificio è dedicato unicamente al culto cristiano. Il Papa ha quindi posto dell'incenso in un braciere sull'altare e poi due sacerdoti concelebranti hanno incensato il popolo e le pareti della Chiesa intendendo che questa diviene così una casa di preghiera.

Con l'accensione delle candele si è voluto alludere infine allo splendore di Dio e del Cristo.

Gianpiero Del Monte