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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Lunedi 17 Giugno 2019, ore 08:02

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a cura di Cinzia Folcarelli

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Remo Bianco, IMPRONTA, 1956, cartone pressato e colorato, cm 56.2 x 96.5   
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Remo Bianco

Una grande retrospettiva per celebrare l’opera del grande Maestro milanese, artista poliedrico che fino all’ultimo ha sperimentato le possibilità della materia

Id Article:10427 date 30 Dicembre 2006

Roma,
Il Complesso del Vittoriano ospita una grande esposizione sulla figura e l'opera di Remo Bianco (Milano 1922 - 1988).
In mostra oltre 100 opere che racchiudono tutta l'arte del Maestro, e in particolare i suoi cicli creativi più rappresentativi, i Tridimensionali, i Collage e i suoi tipici Tableaux doréx

Partito dalla lezione dei grandi del passato, Cézanne, Picasso, Rouault, che si ritrova nelle sue opere degli anni Quaranta, Bianco ha saputo rinnovare continuamente la sua espressione artistica sperimentando le infinite possibilità della materia. É passato così dall'Arte Elementare degli anni Settanta, all'Arte Nucleare, all'Arte Improntale e alle Sculture Viventi.
Andando contro il mercato dell'arte che lo voleva fossilizzato sui suoi, peraltro bellissimi, Tableaux doréx, l'artista ha invece continuato a cimentarsi con il futuro, concentrandosi sul dettaglio, sul frammento, rendendo artistico anche l'oggetto più insignificante. 

Il percorso della mostra inizia con i primi lavori di pittura Spaziale e Nucleare, realizzati negli anni Cinquanta. Le Spaziali sono opere realizzate con smalti e colle in cui l'artista inserisce oggetti variegati che creano contrasti materici, mentre le pitture Nucleari sono caratterizzate da carte e tele nate sulla scia di suggestioni informali, ricche di pennellate e macchie di colore.
L'esposizione continua passando attraverso gli Assemblage e i Collage, nati al suo ritorno dagli Stati Uniti in seguito all'incontro con l'arte americana e l'opera di Pollock, Remo Bianco, ASSEMBLAGE, 1960 – 70, tecnica mista su tela, cm 84 x 72   
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Le Appropriazioni sono poster su cui l'artista stende quadrati d'oro, mentre i 3D anticipano i Teatrini dell'amico Lucio fontana.
Una sezione della mostra è dedicata ai monumentali Tableaux doréx, raffinati ed eleganti, che caratterizzano per lunghi anni la ricerca dell'artista.
Infine arriviamo alle Sculture Neve, oggetti chiusi in teche e spolverati di neve, alle Bandiere che decorate con foglie d'oro e fatte sventolare nei luoghi più diversi e ai Sacchettini - Testimonianze, realizzati con oggetti inutili imbustati ed allineati come moderni erbari della società contemporanea. 

Tutta la ricerca dell'artista ruota intorno al tema della memoria, ai ricordi e ai pensieri di una intera esistenza. Tutto per non dimenticare, neanche il più piccolo brandello di vita: “Volevo ricostruire parte della mia vita”, dice l'artista, “quasi tutti questi oggetti erano miei, appartenuti a me, alla mia infanzia. Poi ho collegato questo problema agli altri, ricostruendo attraverso questi oggetti la vita dell'uomo, raccontando proprio ciò che era avvenuto attraverso l'incontro con gli altri in una giornata”.



Remo Bianco
Al di là dell'oro

Durata della mostra: 8 Dicembre 2006 - 15 Gennaio 2007
Sede: Roma, Complesso del Vittoriano, Gipsoteca
Orario: tutti i giorni, ore 10.00 - 19.30 (ingresso consentito fino alle 19.00)
Biglietto: ingresso gratuito
Organizzazione e realizzazione: Comunicare Organizzando
Allestimento: Leo Guerra
Catalogo: Silvana Editoriale
per informazioni: tel. 06 6780664; www.remobianco.org



Cinzia Folcarelli