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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 17:19

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a cura di Laura Petringa
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“Le Case del Fascio in Italia e nelle terre d’Oltremare  
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Archivio di Stato giornata sulle 'Case del fascio'

L’Architettura italiana tra le due guerre, all’interno della mostra “Le Case del Fascio in Italia e nelle terre d’Oltremare”

Id Article:10469 date 13 Gennaio 2007

Roma, Porte aperte per i giovani all'Archivio Centrale di Stato nella giornata di ieri.
Moltissimi infatti gli studenti universitari, di scuole medie e superiori, che hanno preso parte alla giornata dedicata all'Architettura italiana tra le due guerre. 
Questi sono “ i nostri futuri utenti”, dichiara il Direttore generale per gli Archivi, Maurizio Fallace.
La mostra , dal titolo “Le Case del Fascio in Italia e nelle terre d'Oltremare'', si terrà fino al 16 febbraio, ed è possibile accedervi su prenotazione dalle 15 alle 18 il venerdì ed il sabato dalle 10 alle 13. 


La giornata di studio è stata organizzata proprio dal direttore Fallace e dal sovrintendente all'Archivio Centrale di Stato Aldo G. Ricci, al fine di valorizzare l'importante documentazione che viene conservata nell'Archivio e renderne partecipi i giovani, che sanno in tal modo di possedere questo ricco patrimonio culturale.
Questo tipo di architettura razionalista , che caratterizzò il regime fascista, non vuole esser vista come una forma politica di immagine , quanto piuttosto come parte della storia architettonica e della cultura italiana.
Il tema fu trattato qualche anno fa anche  dagli studenti del liceo Scientifico statale John Fitzgerald Kennedy, che allestirono una mostra sull'architettura razionalista, ed ora infatti han preso parte con un proprio plastico, “La Casa del Fascio di Como dell'architetto Terragni”,degli studenti Luca Migliaccio e Daniele Fattaccio, all'interno di questa più ampia rappresentazione. 


Le case costruite in Italia negli anni del Fascismo, furono c.a. 5000 , ma contando ministeri, tribunali, stazioni ferroviarie, banche, ed altre infrastrutture, si sale a 11.000.
In quegli anni inoltre, fu inventato l'alluminio, a causa della carenza di ferro, così come il cemento e la polvere di marmo.
''Se da una parte il regime fascista applicava la repressione politica attraverso la soppressione dei partiti e della libertà di stampa, la censura e l'abolizione delle libertà d'espressione – ha spiegato Paola Carucci, consulente per l'Archivio storico della Presidenza della Repubblica e già sovrintendente all'Archivio Centrale di Stato - dall'altra organizzava il consenso in maniera capillare sul territorio, fino ad arrivare alla vita quotidiana dei cittadini attraverso l'uso intelligente dell'innovazione, particolarmente applicata all'architettura. Dalle prime architetture neo rinascimentali alla definizione tipologica negli anni Trenta, le Case del Fascio furono luogo di assistenza, di incontro, di ristoro; il luogo in cui si coltivava il mito del Duce e la fascistizzazione della società''. 

Una parte della nostra storia dunque, da non dimenticare.


Laura Petringa