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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 20:56

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a cura di Lorenzo D'albergo
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La proposta diventerà un decreto legge?  
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La riforma della docenza

Proposta di legge sulle “nuove norme in materia di reclutamento dei professori universitari”, esaminiamola insieme!

Id Article:10566 date 12 Febbraio 2007

Roma,
Presentata dai deputati dell'Ulivo Tessitore, Volpini, Testa, Tocci, Bianco, Bugio e Ossario, la proposta di legge sulle "nuove norme in materia di reclutamento dei professori universitari" ha sollevato dure critiche tra gli ambienti accademici.
Il testo è finalmente reperibile sul sito della Camera (http://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0019220.pdf), quindi, prima di polemizzare, sarà meglio analizzare la proposta di legge in questione.

Fallito il “concorso nazionale”, accusato di aver rallentato, a causa dei ritardi nello svolgimento delle procedure, il ringiovanimento della docenza e di aver favorito il localismo, fallito anche il sistema delle idoneità multiple, reo di aver creato una sacca di idonei non inseriti nei ruoli, il nuovo progetto di legge si propone di creare una lista aperta, su base nazionale e non più locale, di idonei all'insegnamento nei diversi ambiti disciplinari. Questo è quanto si legge nella prima parte del testo.

Ma cosa significa “lista aperta”? Quali sono i criteri di scelta degli idonei? Chi sarà a sceglierli? A queste ed altre domande risponde la seconda parte della proposta, dove vengono presentati gli articoli della potenziale nuova legge sulla docenza.
Saranno nove i componenti delle commissioni nazionali di valutazione eletti per ciascun settore scientifico. Questi provvederanno a formare una lista di idonei che resterà in vigore per i due anni successivi. Per conseguire il titolo di “idoneo” saranno sufficienti i due terzi (quindi 6 voti) dei voti della commissione di valutazione.

A questo punto saranno le strutture universitarie,a seconda delle proprie esigenze didattiche, a proporre agli idonei un contratto a tempo indeterminato. Ogni quattro anni il docente assunto sarà sottoposto al giudizio dei nuclei di valutazione della sede in cui opera. In caso di giudizio negativo il docente sarà riesaminato dopo due anni. Se al secondo controllo il giudizio non sarà ancora positivo, il docente sarà collocato a riposo.
Questa, in sintesi, la tanto criticata proposta di legge.

Molti sono infatti gli aspetti contestati dall'ANDU (associazione nazionale docenti universitari).
Sotto accusa il sistema dei giudizi che, secondo l'ANDU, renderebbe ancor più precari i docenti, essendo questi a rischio di espulsione ogni sei anni. Un'altra accusa è rivolta alla netta divisione tra ricercatori, professori associati e professori ordinari. Questa non permetterebbe un facile avanzamento nella carriera dei docenti.
Per l'ANDU questa riforma è sostanzialmente un “nuovo progetto di riforma baronale” e proprio per questo l'associazione propone una riforma alternativa.
I punti cardine della controproposta sono l'istituzione di un periodo pre-ruolo di 3 anni,la libertà di ricerca, la cancellazione delle figure precarie ed un bando per l'assunzione di 20.000 ricercatori (il loro ruolo non dovrebbe essere però quello di ricercatore, ma una sorta di professore di terza fascia).

Il dibattito è aperto e lo sarà fino a quando non si saprà quale destino spetterà alla proposta di legge dei deputati dell'Ulivo.


Lorenzo D'albergo