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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 20:54

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a cura di I. G.

La copertina della rivista  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Dalla foto al “film” dei processi mentali

Dai laboratori della Fondazione S. Lucia una nuova tecnica per seguire l’andamento dei flussi cerebrali

Id Article:10694 date 3 Aprile 2007

Roma, Dalla foto al “film” dell'attività svolta del nostro cervello. Grazie ad una nuova metodologia, superando la staticità delle immagini della risonanza magnetica è possibile seguire lo sviluppo spazio-temporale dei processi cerebrali. L'innovativa tecnica di indagine è stata messa a punto in uno studio svolto dalla Fondazione Santa Lucia in collaborazione con l'Istituto Universitario di Scienze Motorie (IUSM) di Roma e l'Università della California di San Diego. I ricercatori hanno integrato le immagini della risonanza magnetica con la registrazione di onde elettriche cerebrali dell'elettroencefalogramma che riflettono le continue fluttuazioni degli stati della mente. Tutti i dati sono stati poi elaborati e combinati per mappare il percorso spazio-temporale della risposta cerebrale allo stimolo visivo. I risultati della ricerca, diretta dal prof. Francesco Di Russo, saranno pubblicati sulla rivista internazionale “Human Brain Mapping” che dedica a questo lavoro anche l'intera copertina.


L'integrazione delle due tecniche ha mostrato la possibilità di indagare in modo complementare due aspetti fondamentali delle funzioni cerebrali,il tempo e lo spazio, aprendo nuovi orizzonti di ricerca: sarà infatti possibile studiare il flusso d'informazioni nel cervello umano con grande accuratezza e, soprattutto, in maniera non invasiva. In passato l'unico modo per sapere contemporaneamente dove e quando si svolgevano alcune funzioni cerebrali era l'inserimento chirurgico di sonde: data l'alta invasività, questa tecnica era utilizzata solo in malattie molto gravi. Il nuovo metodo permetterà di studiare in profondità anche le persone sane o con malattie come emicrania o forme d'epilessia. “Lo studio - commenta il prof. Di Russo - mostra che integrando le conoscenze provenienti da diversi metodi di ricerca è possibile superare i limiti di ognuno di essi”.

I. G.