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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 23:01

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a cura di I. G.

Il S. Lucia  
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Malattie autoimmuni: una “spia” individua le cellule che impazziscono

Una proteina assente o carente può scatenare la sclerosi multipla. L’importante scoperta resa nota dalla Fondazione S.Lucia apre la strada a nuove terapie farmacologiche

Id Article:10766 date 26 Aprile 2007

Roma, Uno studio italo-tedesco ha identificato una proteina che permette il riconoscimento delle cellule che controllano le reazioni autoimmuni, che sono alla base di malattie come la sclerosi multipla. Per la prima volta è stato possibile individuare un “marcatore” di tali cellule, dette cellule T regolatorie, fondamentali per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Lo studio ha anche accertato che nei pazienti affetti da sclerosi multipla le cellule regolatorie sono difettose perché è assente del tutto o in gran parte tale proteina, denominata CD39. L'importante risultato è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Santa Lucia di Roma e il Max Delbrück Center di Berlino. La ricerca, che avuto il sostegno della FISM (Fondazione Italiana Sclerosi Multipla) è stata coordinata dalla dottoressa Giovanna Borsellino responsabile dell'Unità di Citofluorimetria della Fondazione Santa Lucia e sarà pubblicata sulla rivista internazionale “Blood”.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica internazionale ha dedicato enormi sforzi allo studio delle cellule T regolatorie, incaricate di “spegnere” la risposta immunitaria quando essa non è più necessaria alla difesa dell'organismo. Ciò avviene,ad esempio, quando l'infezione provocata da un determinato agente patogeno è stata debellata. Non avviene invece in malattie come la sclerosi multipla, in cui le cellule del sistema immunitario finiscono con l'aggredire il tessuto del sistema nervoso centrale che dovrebbero proteggere. Nonostante le molteplici ricerche, il funzionamento delle cellule regolatorie non è ancora stato chiarito e fino ad oggi non erano stati trovati dei marcatori attraverso cui identificarle con precisione. Ora l'equipe italo-tedesca ha finalmente individuato nella proteina CD39 un marcatore in grado di contraddistinguere le cellule T regolatorie e di chiarire in parte la loro funzione.

I risultati dello studio aprono nuove prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da malattie autoimmuni, con il ricorso a farmaci in grado di interferire con i recettori dell'ATP o di accelerarne il metabolismo, offrendo quindi un'alternativa alle complesse procedure di terapia cellulare – il trapianto di cellule regolatorie – attualmente proposte.

I. G.