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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 18 Ottobre 2018, ore 14:38

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a cura di Francesco Conti
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Una vista spettacolare del Tevere
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Clima pazzo, allarme Tevere

Il fiume inizia a risentire degli sbalzi dalla siccità agli acquazzoni: fauna in pericolo

Id Article:10778 date 3 Maggio 2007

Roma, Se i romani si stanno ormai abituando ad un clima sempre più bizzarro, con grandi periodi di siccità intervallati da violenti acquazzoni, lo stesso discorso non vale per il Tevere, che risente molto questi sbalzi climatici repentini.
Anche ieri mattina ad esempio, un violento nubifragio si è abbattuto sulla città creando diversi disagi con molti allagamenti per le strade.
Ma a risentirne maggiormente sono i pesci che abitano il nostro fiume, i quali mal sopportano lo sbalzo siccità-temporali che sta interessando la Capitale negli ultimi tempi. Gli esperti spiegano infatti come «solo una costante pulizia delle strade può salvare la fauna dagli scarichi inquinanti, trascinati in acqua all'improvviso dalla prima pioggia».

Un ruolo importante è dunque costituito dall'asfalto che deve rimanere più pulito possibile ed in questo senso ci si sta muovendo: “E' stato già concordato con l'assessore all'ambiente, Dario Esposito,un ciclo continuo e diffuso del lavaggio di strade e fogne limitrofe al fiume, soprattutto sul Lungotevere - assicura il dott. Bruno Cignini, dirigente del X dipartimento - non appena la pioggia inizierà a mancare per almeno due settimane, presumibilmente tra fine la fine di maggio e l'inizio di giugno".

Il pericolo per i pesci è serio e l'ingegnere Francesco Mele, dell'Agenzia regionale in difesa del suolo, spiega i rischi reali cui si va incontro, ricordando quello che accadde già qualche anno fa: “Il fiume, messo a dura prova dalla siccità, dalle alte temperature e dalla diminuzione dell'ossigeno disciolto rischia - ricorda l'ingegnere - di veder morire, come accadde tre anni fa, tutti i pesci che lo popolano a causa degli scarichi che, giorno dopo giorno, si depositano sull'asfalto e poi, con la prima pioggia, vengono trascinati di colpo nel Tevere, tramite il reticolo drenante, sotto forma di materiale torbido non diluito”.

(fonte della notizia: "Leggo")


Francesco Conti