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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Domenica 20 Maggio 2018, ore 14:15

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a cura di Francesco Conti
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Romano Prodi interviene nell'Economist Conference  
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Prodi: “Conti risanati, 7 miliardi dal cuneo fiscale”

E’ questo il dato emerso al convegno dell’Economist e Business International a margine del quale sono intervenuti anche altri esponenti quali Bersani, Padoa Schioppa e Damiano

Id Article:10794 date 9 Maggio 2007

Roma, L'Italia è uscita dalla crisi. Così si potrebbe riassumere il pensiero sull'economia italiana manifestato da Romano Prodi al convegno organizzato dall'Economist insieme con Business International.
A rendere credibile questa affermazione l'attuale premier ha infatti confermato il taglio del cuneo fiscale per le imprese, che partirà dal prossimo 1° luglio, annunciandone il valore di 7 miliardi di euro: “Abbiamo ridotto in modo significativo il costo del lavoro e ci auguriamo che queste risorse vengano investite in ricerca e sviluppo – assicura Prodi alla conferenza all'Hotel Excelsior di Roma - L'intera misura vale circa 7 miliardi di euro”.

Un dato sicuramente importante quello rivelato da Prodi che mostra una rinnovata fiducia nel sistema italiano, indicato appena due anni fa (maggio 2005 ndr) come “il vero malato d'Europa”: Siamo usciti dall'emergenza della finanza pubblica e sono orgoglioso che la valutazione di Moody's ha stabilito che siamo in buona salute. In un anno siamo passati dalla polmonite alla buona salute”.

Se di guarigione completa non si può ancora parlare in quanto sarebbe prematuro, di certo è un enorme passo in avanti nell'economia della nostra Penisola.
Prodi sceglie dunque la via dell'ottimismo ma, senza lasciarsi andare a voli pindarici, mantiene la dovuta cautela nella sua analisi: “E' una sfida non di poco conto, ma la ripresa ci offre la possibilità del cambiamento. E' più facile andare avanti quando c'è la ripresa. Il processo è riavviato e io sono fiducioso che il Paese ce la farà. I dati mostrano una rinnovata fiducia nel sistema italiano, la ripresa della bilancia commerciale dimostra che c'è un nuovo dinamismo. Prevediamo – prosegue Prodi – un disavanzo del 2,3 per cento del Pil anche se l'Unione Europea ha fatto una valutazione inferiore a questa, io voglio essere prudente".

Sulle accuse di mercato chiuso il premier si sofferma a lungo negando nella maniera più assoluta che ciò sia vero: "Che l'Italia sia chiusa ai capitali stranieri è un discorso indecente. Io vorrei che cominciassimo a distinguere la propaganda dai fatti. L'Italia è apertissima: i porti, infrastrutture essenziali, sono possedute in buona parte dai tedeschi. Vorrei che si guardasse ai fatti, e agli investimenti stranieri dell'ultimo periodo, che sono anche il frutto di un cambiamento dell'opinione internazionale nei nostri confronti".
A testimonianza dell'apertura del mercato italiano Prodi cita poi i casi della privatizzazione di Alitalia definendolo "ottimo esempio di trasparenza e chiarezza", dell'Opa di Enel sull'iberica Endesa e del riassetto di Telecom Italia, in cui è entrata la spagnola Telefonica, ma “senza alcun accordo con il primo ministro, Josè Luis Zapatero”.
Il premier non ci sta e rispedisce al mittente le critiche, anche di matrice americana, riguardo la sua presunta eccessiva interferenza negli affari delle aziende quotate: “Da mesi vengo accusato di essere nazionalista. E' assolutamente falso – ribatte Prodi – Noi siamo molto più aperti della maggior parte degli altri Paesi europei e di questo sono orgoglioso. Per Alitalia ci sono tre offerte, di cui due straniere e questo è stato chiaro anche con l'ultimo caso di Telecom Italia e nel caso inverso di Enel-Endesa. Siamo aperti agli stranieri in entrambe le direzioni. Vorrei vedere il caso Telecom tradotto in altri Paesi o negli Stati Uniti, la conferenza dell'economist a Roma  
(Premi per la FOTO Ingrandita) dove il Governo mette pesantemente la zampa sugli investimenti stranieri".

Romano Prodi si dedica poi allo sviluppo delle infrastrutture e toccando il discorso della concertazione: "Abbiamo avviato un ampio programma di infrastrutture. Per tutte le opere pubbliche noi viaggiamo con quella che viene chiamata concertazione. Abbiamo lunghi tavoli dove mettiamo insieme tutti i protagonisti delle decisioni, e i risultati sono buoni. Se in questi giorni si stanno sbloccando tutte le autostrade della Lombardia, è proprio grazie a questo metodo. Sarà un metodo proprio sexy, ma io non vedo altre possibilità. Alle infrastrutture verrà destinato un terzo del 'tesoretto' ".

Un altro elemento essenziale per la ripresa economica italiana è il rafforzamento del sistema imprenditoriale: "Nonostante abbiamo perso competitività negli anni - ammette Prodi - in Europa siamo il secondo Paese industrializzato dopo la Germania, e la bilancia commerciale si è mantenuta sui 68 miliardi di export annui. C'è una ristrutturazione in corso: le aziende si sono rinnovate anche sotto il profilo della competizione e dell'innovazione. La produzione industriale è arrivata al 2,6% e anche l'export sta crescendo ulteriormente, anche verso i Paesi emergenti. Per favorire questo processo abbiamo ridotto il cuneo fiscale, e stiamo anche cercando di concludere un accordo sugli straordinari, in modo da renderli meno penalizzanti dal punto di vista fiscale".

Tema delicato quello della riforma della Pubblica Amministrazione sul quale il premier traccia il percorso da compiere: "Abbiamo avviato una profonda riforma della Pubblica Amministrazione: già nei prossimi mesi verranno chiusi molti uffici periferici. E alle Regioni che, approfittando della loro autonomia, ci chiedono di aprire nuove province di 60.000 abitanti, replichiamo non modificando il bilancio a loro favore: volete farlo? Vedetevela da voi".

Sostanzialmente contrario sull'estenzione del taglio del cuneo a banche e assicurazioni è il ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani che è intervenuto a margine del convegno: "Credo che alla fine bisognerà distinguere la forma dalla sostanza. Nella sostanza - afferma Bersani - noi riteniamo che banche e assicurazioni non abbiano particolare bisogno in questo momento di un intervento di questa natura. In ragione di quello che la UE riterrà  adotteremo le misure necessarie ma la sostanza delle nostre intenzioni verrà ribadita".

Sul tema delle esportazioni ha espresso il suo parere anche Tommaso Padoa Schioppa, ministro dell'Economia, che ha spiegato come l'Euro forte non costituisca un limite per l'export italiano: "Per le nostre esportazioni - spiega il ministro Padoa Schioppa - è importante sottolineare che la ripresa dell'export sia avvenuta nel corso dell'anno passato in un contesto in cui l'euro si rafforzava a dimostrazione del fatto che anche la nostra economia è un'economia in cui sempre di più le esportazioni sono una questione di qualità di prodotti a contenuto tecnologico piuttosto che di una questione di competizione sui prezzi".

Non si sbilancia invece il ministro del Lavoro, Cesare Damiano: "Non seguo l'onda delle illazioni e delle invenzioni. Domani ufficialmente il governo esporrà la sua posizione su di un tema così delicato come quello della previdenza e si potrà completare il quadro di iniziative e di riforme che guarda le tutele, cioè agli ammortizzatori sociali e alla previdenza."




Francesco Conti