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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Lunedi 25 Marzo 2019, ore 07:39

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a cura di Cinzia Folcarelli

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Arturo Martini, La Pisana, Pietra di Vicenza, cm 150 x 73 x 57  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Arturo Martini

La bellezza sensibile ed austera delle opere del grande Maestro del Novecento esposte alla GNAM

Id Article:10795 date 10 Maggio 2007

Roma, La GNAM, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, ospita la prima mostra antologica del grande scultore del Novecento, Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947), e lo fa in grande stile, esponendo cento opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, alcune inedite.

L'esposizione, a cura di Claudia Gian Ferrari, Elena Pontiggia e Livia Velani, è alla sua seconda tappa, essendo stata allestita nei mesi scorsi a Milano, presso il Museo della Permanente della Fondazione Stelline.

Proprio a Roma, l'artista raggiunge il successo vincendo il primo premio alla Quadriennale d'Arte nel 1931.
La mostra ricostruisce il percorso artistico di Martini, definito da Elena Pontiggia nel suo saggio in catalogo “il più grande scultore italiano del Novecento”, dagli esordi alle tappe essenziali all'interno della cultura italiana degli anni Venti e Trenta, fra Metafisica, Valori Plastici e Novecento, fino al suo drammatico scritto “La scultura lingua morta”, in cui denuncia la crisi dei linguaggi tradizionali dell'arte allora (e anche oggi?) in corso.
La vicinanza della GNAM a Villa Strohl - Fern (splendida dimora immersa nel verde, voluta dal mecenate alsaziano Von Strohl - Fern, ai confini di Villa Borghese, per permettere agli artisti di potersi esprimere in libertà) dove Martini ebbe uno studio, e il Museo Etrusco di Villa Giulia, fonte di ispirazione per l'artista, rendono lo spazio espositivo scelto ancora più suggestivo.

Splendide le opere in mostra. Particolare attenzione viene data a quelle realizzate Anticoli Corrado e a Roma, Arturo Martini, Donna che nuota sott'acqua, Marmo di Carrara, cm 79 x 87 x 130, Verona, Fondazione Domus per l'Arte Moderna e Contemporanea  
(Premi per la FOTO Ingrandita) fra cui Fanciulla piena d'amore del 1913, L'Amante morta del 1921, Ofelia del 1922, La Pisana e La Scoccombrina del 1928, Donna al sole del 1930, La zingara del 1933 - 34. Esclusivamente per la tappa romana saranno visibili alcuni capolavori che per ragioni conservative non è stato possibile esporre anche a Milano: Dormiente del 1921, Orfeo del 1927, Pastore del 1930, Le Stelle - Le Sorelle del 1932. Presenti inoltre in mostra la versione in terra refrattaria della Convalescente del 1932, proveniente dalla Galleria d'Arte Moderna di Genova e, eccezionalmente solo per l'ultimo mese della mostra, la famosa Donna che nuota sott'acqua del 1941.

La mostra è arricchita dalla proiezione del cortometraggio, restaurato per l'occasione, Arte senza pace, realizzato per la regia di Paolo Taglietto negli anni Sessanta e riscoperto all'interno del Fondo Fotografico della Provincia di Treviso, e dalla visione su due leggii multimediali dei 439 fogli manoscritti di Martini che racchiudono i suoi Colloqui sulla scultura.
E proprio nell'ambito della mostra è stato presentato il volume Arturo Martini. Colloqui sulla scultura 1944 - 1945, a cura di Nico Stringa, edito da Canova Edizioni, autobiografia artistica di Martini raccontata al giornalista Gino Scarpa tra il Luglio del '44 e il Gennaio del '45.


Cinzia Folcarelli