ERRORE 70
Permission denied D:\home\h555297.winp026.arubabusiness.it\romalocale.it\public\System\Contatori\ContatoreVisite.txt

Comandi

Immagine logo sito
Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Domenica 20 Maggio 2018, ore 14:16

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Comune di Roma , SkSoggetto:Comune di Roma , Tipo Articolo:Cronaca ,
,
a cura di Francesco Conti
Per saperne di piu' su di me...

Email: Premi per inviare un messaggio di posta elettronica , ,



Articoli: 41 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Una veduta della Basilica di Santa Maria Maggiore  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Ragazzo indiano ucciso a colpi di sampietrino

Trovato il cadavere di un 26enne indiano a Santa Maria Maggiore. Aveva due profonde ferite sulla nuca

Id Article:10912 date 22 Giugno 2007

Roma, E' stata un'immagine agghiacciante quella in cui si sono imbatutti alcuni passanti ieri mattina all'alba nei pressi di Santa Maria Maggiore, dove è stato rinvenuto il cadavere di un 26enne ragazzo indiano, riverso sul marciapiede in un lago di sangue, col cranio fracassato. A dare l'allarme alla polizia è stato un sacerdote che era uscito intorno alle sei per aprire una cancellata della Basilica e si è trovato di fronte il corpo del giovane con due profonde ferite alla testa. Troppo tardi però, l'ambulanza arrivata sul posto non ha potuto far altro che constatare il decesso. Privo di documenti, il cadavere è stato identificato dagli agenti sul posto anche se il nome è ancora da accertare: si tratta infatti di un ragazzo indiano di 26 anni, senza fissa dimora, più volte segnalato alla questura con alias differenti, con un passato di accattonaggio alle spalle.

Secondo una prima ricostruzione la causa della morte sarebbe stata un'improvvisa,e accidentale, caduta a terra che avrebbe procurato al ragazzo lo squarcio alla nuca. Ma gli esami del medico legale hanno stravolto questa ipotesi dato che appare inequivocabile come a provocare la profonda ferita alla testa sia stato un corpo contundente molto appuntito, probabilmente un sampietrino divelto dalla strada e divenuto arma letale.

Tra le ipotesi più accreditate secondo gli investigatori della squadra omicidi di via San Vitale, che hanno lavorato al fianco dei colleghi del commissariato Esquilino e degli uomini della polizia Scientifica, ci sarebbe stata un'aggressione, generata probabilmente da una lite, finita nel peggiore dei modi, con due colpi di sampietrino alla nuca che si sono rivelati fatali per il ragazzo.

Francesco Conti