ERRORE 70
Permission denied D:\home\h555297.winp026.arubabusiness.it\romalocale.it\public\System\Contatori\ContatoreVisite.txt

Comandi

Immagine logo sito
Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Sabato 21 Luglio 2018, ore 02:07

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Cultura , SkSoggetto:Mostre d'arte , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Stefania Carta

Email: Premi per inviare un messaggio di posta elettronica , ,



Articoli: 1 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Immagini dalla Sardegna all'ala Mazzoniana

Due fotografi italiani raccontano le persone, i luoghi e le tradizioni dell'isola

Id Article:10914 date 24 Giugno 2007

Roma, La centralissima Stazione Termini ospita, fino al 1 Luglio 2007, la mostra fotografica “Terre di confine- due reportages dalla Sardegna”, gratuita e aperta al pubblico ogni giorno dalle 10:00 alle 22:00.

L'esposizione, curata da Salvatore Ligios, raccoglie le opere di Luca Gabino, giovane fotografo milanese, e Dario Coletti, romano. I due, con sessanta scatti, hanno compiuto un viaggio esplorativo all'interno dell'isola, e di questo ci forniscono degli spezzoni.

Dario Coletti in “Racconti brevi” ne racconta principalmente la quotidianità. Le sue quaranta immagini in bianco e nero vogliono fornire uno spaccato sul lavoro, sulle tradizioni e sulla storia dell'isola. Le spiaggie che hanno reso famosa e appetibile la Sardegna sono solo accennate, sono un rimando, quasi a significare che si le appartengono, ma non ne rappresentano la totalità. Tra le immagini risaltano gli occhi profondi di un minatore del cagliaritano, o l'austerità di un gruppo di donne in costume tradizionale mentre percorre le strade del paese durante una processione religiosa. Grande spazio è dedicato alle processioni religiose, in occasione delle quali liturgia ufficiale e tradizione continuano ancora a mescolarsi. Vediamo inoltre sfilare le maschere tradizionali dei Mammutthones; altri due scatti richiamano invece la storia più remota dell'isola: in uno è raffigurata una statuetta nuragica, nell'altro una parte di un complesso nuragico.
Tutte le immagini sono scorci,più che didascalie. “Racconti brevi”, più che romanzi. Il soggetto spesso non viene inquadrato nella sua totalità. Viene a volte privato del suo contesto, ma non per questo spogliato della sua espressività. L'autore rinuncia forse alla descrittività, ma regala sempre un grande accento poetico.
Sul sito dell'artista, www.ispantos.com, sono disponibili un'antemprima video della mostra e una raccolta di alcune delle fotografie esposte.

L'opera di Gabino, “Lontano dal nome” si caratterizza invece per la dualità tra persona e paesaggio: i suoi scatti sono un “dittico, un'immagine del rapporto tra uomo e terra, identità e cultura, oggetto e significato”, come ha detto Giovanni Chiaramonte a proposito della raccolta. Alle immagini dei paesaggi vengono quindi alternate, anche nell'esposizione, i ritratti dei soggetti che li vivono quotidianamente. Anche Gabino tende a esplorare la dimensione più intima dell'isola, anzichè soffermarsi su quella commercializzata e globalizzata negli ultimi decenni. La terra e il granito, gli anziani con il costume tradizionale e il pastore che torna dal lavoro, anzichè le acque cristalline delle ben note mete turistiche.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.fotografiafestival.it


Stefania Carta