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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 24 Maggio 2018, ore 00:45

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a cura di Luca Punziano

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Una vettura dekka Guardia di Finanza in azione  
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Smantellata banda di usurai: dieci arresti , affari per 16 milioni

L'usura: un fenomeno che vede nella capitale il centro di maggiore influenza

Id Article:10927 date 29 Giugno 2007

Roma,
Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip di Roma su richiesta del pm Stefano Fava, per associazione a delinquere finalizzata a usura, estorsione, riciclaggio e abusivo esercizio dell'attività finanziaria. L'operazione arriva pochi giorni dopo il dossier di Repubblica in cui si denunciava l'emergenza usura nella capitale, che ha anche dato l'avvio a un'inchiesta della Procura.

Il giro d'affari dell'organizzazione criminale smantellata ammonta a oltre 16 milioni di euro. I tassi di interesse applicati alle vittime, anche con modalità estorsive, superavano il 1.000% su base annua. Sottoposte a sequestro, sul territorio nazionale, decine di immobili per un valore di circa 6 milioni di euro, 2 automobili, un'imbarcazione e quote di 2 società immobiliari.

Le indagini sono andate avanti tre anni dal 2001 al 2004, partite dalla segnalazione di operazioni sospette inviate dal servizio antiriciclaggio dell'ufficio italiano dei cambi. Tra le vittime, un centinaio fra piccoli imprenditori e commercianti in difficoltà. Descrivendo i dettagli dell'operazione,chiamata "Coffee Break", il comandante del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza, Bruno Buratti, ha sottolineato che durante le indagini ci sono state "difficoltà sul piano investigativo visto che le vittime sono risultate poco propense a collaborare".


Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite all'alba, sette in carcere e tre ai domiciliari. Quindici gli indagati a piede libero. "Tra le principali modalità usate dagli usurai - ha spiegato Buratti - cambio di assegni postdatati e prestiti a breve scadenza con tassi che andavano da un minimo del 40% a un massimo del 1000%. I proventi venivano reinvestiti attraverso persone terze estranee al giro degli usurai".

L'organizzazione era composta da una struttura ben precisa nella quale ognuno aveva un compito stabilito: i promotori/finanziatori con quello di contraffare prestiti e relativi tassi, intermediari per procacciare le vittime, fiancheggiatori per occultare le prove dell'attività e adottare comportamenti estorsivi per ottenere la restituzione del prestito e prestanome per l'intestazione dei beni degli usurai.


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Luca Punziano