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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Martedi 21 Agosto 2018, ore 06:33

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a cura di Francesco Conti
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Nel particolare, i Musei Capitolini  
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Bilancio in attivo per il Comune di Roma

Presentato in Campidoglio il rendiconto di bilancio del 2006 che rivela le entrate e uscite del Comune di Roma. La spesa per beni e servizi segna un decremento del 3,7%

Id Article:10951 date 7 Luglio 2007

Roma, Numeri nel complesso positivi quelli estrapolati dal rendiconto di bilancio del 2006, presentato nei giorni scorsi in Campidoglio, che attesta una buona riduzione del debito a fronte di una diminuzione delle spese ed un aumento delle risorse e delle entrate. Aumentata anche l'offerta di servizi essenziali come i posti negli asili nido, l'assistenza ad anziani e fasce disagiate, mentre l'utilizzo di nuovi strumenti di finanziamento degli investimenti, come il prestito flessibile e le linee di credito, ha portato a una diminuzione del 5,3 per cento del debito comunale, ridottosi da 6.932 a 6564 mln di euro. L'autonomia finanziaria della città è invece cresciuta passando dal 63,5% del 2005 al 67,6% dello scorso anno.

Si chiude dunque col segno positivo il bilancio 2006 di Roma presentato in Campidoglio dal sindaco Walter Veltroni e dall'assessore al bilancio, Marco Causi che ha così commentato: “La crescita di Roma è sempre più solidamente ancorata alle risorse che la città ha saputo attivare autonomamente, finanziando in misura sempre più larga l'incremento della quantità e qualità dei servizi. Una capacità che è ormai divenuta una delle leve strutturali del nostro bilancio e - prosegue Causi - corrisponde al profilo che la città ha scelto di dare al suo sviluppo. Rigore nella gestione amministrativa, riduzione del 3,7 per cento della spesa per beni e servizi, attenzione costante al controllo del debito e ricorso a tutte le risorse disponibili per sostenere con autonomia crescente l'erogazione dei servizi e il ciclo di investimenti che riguarda principalmente la costruzione delle nuove linee metropolitane”.

I dati del 2006 mostrano che le entrate proprie (in totale 2.619 mln euro, contro i 2.493 mln di euro del 2005, tra tributi e proventi da beni e servizi) rappresentano l'86 per cento del totale delle entrate correnti (l'81 l'anno precedente) arrivando a segnare 20 punti percentuali in più rispetto al 2002. I trasferimenti pubblici (426 mln contro i 589 mln di euro del 2005) si attestano sul restante 14 per cento. Più specificamente: le entrate tributarie sono state pari a 1.778 mln, e hanno seguito una crescita costante nel quinquennio 2002-2006 (+ 76 mln, pari a +7,4 per cento). Da segnalare in questo contesto la crescita del gettito dell'addizionale comunale all'Irpef che passa dai 59 mln nel 2002, primo anno di applicazione dell'imposta, agli attuali 78 mln di euro.
In particolare l'Ici ha garantito un gettito complessivo di 1015 mln di euro (+ 3,7 per cento rispetto al 2005), confermandosi la voce di entrata più consistente del bilancio cittadino, pur essendo Roma tra le grandi città quella con l'aliquota più bassa sulla prima casa e con una platea di 50 mila beneficiari di agevolazioni. All'interno di questo comparto aumenta del 12 per cento il gettito delle contravvenzioni (237 mln euro contro i 212 mln del 2005): anche in questo caso l'incremento del gettito è dovuto in particolare ad una più efficace azione di recupero degli arretrati da parte dell'amministrazione (+18,6 mln rispetto al 2005). Cresce del 15,1 per cento il gettito del Cosap (da 58,2 a 67 mln), quale riflesso dell'attuazione della riforma del canone introdotta nel 2005: resta tuttavia da segnalare che, pur con l'adeguamento tariffario, le aliquote romane risultano inferiori a quelle praticate da altre città d'arte, come Firenze e Venezia. Significativo è l'aumento dei dividendi dalle aziende partecipate dal Comune di Roma, che passano dai 45,6 mln del 2005 a 56,3 mln (di cui 51 mln provenienti da Acea spa).

Per quanto concerne la spesa per beni e servizi i dati segnalano un impegno di spesa pari a 1.601,6 mln (per il 72 per cento finanziata da entrate correnti comunali), con un decremento del 3,7 per cento rispetto al 2005: l'operazione di contenimento della spesa portata avanti nel 2006 ha avuto come obiettivo la razionalizzazione della spesa corrente comunale, senza la penalizzazione del welfare, ma nel pieno rispetto dei limiti imposti dalla legislazione nazionale.

Positivo l'andamento sui servizi legati al sociale. Dal 2001 infatti,l'impegno di spesa per asili nido, assistenza agli anziani e ai disabili, interventi per il disagio sociale, emergenza abitativa è aumentato del 31,7 per cento, passando dai 230 mln del 2001 agli attuali 303. Nel 2006 la spesa sociale ha inciso sulla spesa complessiva comunale per il 19 per cento. In particolare il Comune ha aumentato del 20,2 per cento la spesa per gli asili nido (34,5 mln rispetto ai 28,7 mln del 2005). È aumentata del 13,8 per cento la spesa per l'assistenza agli anziani (da 44,8 mln a 51 mln) e del 6,9 per cento la spesa per gli interventi rivolti ai minori (da 43,4 mln a 46,4 mln), mentre è rimasta stabile la spesa per l'assistenza ai disabili (58,2 mln).

In crescita la spesa per il settore Sport e Cultura che nel 2006 è stata di 128,3 mln euro, con un incremento dell'3,3 per cento rispetto ai 124,1 mln del 2005 e del 10 per cento rispetto agli 116,6 mln del 2002. Quasi la metà delle risorse (55 mln) è destinata alle attività culturali, le manifestazioni e i contratti di servizio con gli enti che gestiscono le attività e gli spazi collegati; a essa si aggiungono 30 mln destinati alla gestione dei musei e all'organizzazione di mostre. Cresce del 12,3 per cento rispetto al 2005 la quota di spesa (18,8 mln) destinata al Sistema Biblioteche, che nel 2006 ha visto l'apertura di cinque nuove sedi cittadine.

Aumento considerevole anche per la viabilità e mobilità del Comune di Roma, che vede una spesa cresciuta del 33,8 per cento, da 63,7 a 85,2 mln, dovuta soprattutto ai costi di miglioramento della manutenzione ordinaria delle strade, e all'ampliamento della rete della “Grande Viabilità” (oggi 800 km di strade) data in gestione a partire dal 2006 a un unico concessionario di Servizio pubblico.

Diminuisce, seppur in minima percentuale la spesa per il personale che passa da 1.037 a 1.021 mln, pari ad una riduzione dell'1,5 per cento, mentre il blocco del turn over ha determinato la progressiva riduzione del personale dipendente di ruolo da 27.358 addetti del 2002 a 24.872 addetti nel 2006, con una contrazione in soli tre anni di circa 2.500 unità. Le spese per i convegni sono passate da 1,255 milioni di euro del 2000 ai 537 mila euro del 2006, quelle di rappresentanza dai 708 mila euro del 2000 a 560 mila del 2006. Per le missioni si è invece passati da 908 mila euro del 2000 a 656 mila del 2006, mentre la spesa per incarichi e consulenze è passata 4,172 milioni di euro a 1,551 milioni del 2006.

Altro dato rilevante quello riguardante gli introiti da alienazioni patrimoniali che nel 2006 hanno registrato un aumento del 76,2 per cento rispetto ai 75,6 mln del 2005. Il forte incremento è dovuto principalmente alla vendita del “Palazzo Acea” per un importo di 108 mln che fa arrivare il totale delle entrate a 151,8 mln €.
 
Lo stock del debito comunale si è ridotto da 6,9 mld a 6,5 mld, soprattutto per l'attivazione del “prestito flessibile”, che ha consentito la rimodulazione delle richieste di mutui. Il confronto tra i valori nazionali e quelli del Comune di Roma relativi al rapporto debito/PIL evidenzia che a fronte di un debito nazionale di oltre 1.500 mld, quello del Comune di Roma si attesta a circa lo 0,42 per cento, pari appunto, a 6,5 mld. Mentre il rapporto debito pubblico/PIL a livello nazionale tra il 2005 e il 2006 cresce da 106,2 a 106,8, il rapporto tra il debito del Comune di Roma e il PIL nello stesso periodo scende da 0,49 a 0,45.

Sempre dal bilancio viene reso noto anche il piano per gli investimenti dove sono stati stanziati 982,2 mln, 663,6 dei quali sono destinati alle opere pubbliche (principalmente linee metropolitane C e B1). Più di un terzo di queste risorse (326 mln) derivano da entrate proprie del Comune (entrate correnti, concessioni edilizie, alienazioni, avanzo di amministrazione). Quasi la metà (416,8 mln) proviene da trasferimenti in conto capitale, e 238 mln derivano dal ricorso al mercato creditizio.

Francesco Conti