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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Giovedi 27 Giugno 2019, ore 11:20

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a cura di Cinzia Folcarelli

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Alberto Sughi, La stanza di un uomo, 1968, olio su tela, cm 80 x 100  
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Frammenti di vita contemporanea

L’opera pittorica di Alberto Sughi in mostra al Vittoriano

Id Article:10993 date 25 Luglio 2007

Roma, Il Complesso del Vittoriano ospita una grande rassegna antologica sull'arte di Alberto Sughi, curata da Arturo Carlo Quintavalle ed organizzata da Comunicare Organizzando in collaborazione con la Galleria Spagnoli di Firenze.

In mostra circa ottanta dipinti e sessanta disegni che coprono l'intero arco cronologico della carriera artistica di Sughi, dal 1946 ai giorni nostri.

Nato a Cesena nel 1928, Sughi è uno dei maggiori artisti italiani della generazione che esordì sulle scene artistiche negli anni Cinquanta, scegliendo di esprimersi con un tipo di arte figurativa realista.

Studiando l'Espressionismo, il Cubismo, l'Informale, Dadà e la Metafisica, Sughi è riuscito in una difficile opera di sintesi che ha portato alla creazione della sua particolare cifra stilistica, emozionante e disorientante, densa di significati sulla società contemporanea e sui rapporti tra gli individui.

I temi dell'incomunicabilità, del disagio e del piacere sono dominanti nell'opera pittorica dell'artista: “Il dramma di Jonesco (Rinoceronte) è naturalmente una metafora della società di massa che trasforma gli uomini in mostri.”, dice il curatore, “E' questa una chiave possibile per interpretare le scelte di Alberto Sughi?... Sughi ha probabilmente letto, sempre di Sartre L'essere e il nulla (1943) e le indicazioni del filosofo appaiono entrare nella sua opera; il confronto fra l'essere e il mondo degli oggetti e dei fatti e il nulla, la coscienza che vuole andare oltre
questo limite e che conduce alla angoscia e all'assuefazione all'interno delle classi e dei loro ruoli, e in particolare l'immagine della borghesia come segno della crisi, anzi della impossibilità dei rapporti se non, diremmo oggi, Alberto Sughi, Due suore, olio su tela, cm 130 x 100  
(Premi per la FOTO Ingrandita) alienati, tutto questo fa parte di una consapevolezza del negativo che Sughi, meglio di altri, ha saputo esprimere nella propria pittura.”

Inserito dai critici nel gruppo del “realismo esistenziale”, Sughi in realtà è sempre stato estraneo ai movimenti artistici, proseguendo sempre per la sua strada, dipingendo opere che si sviluppano per cicli e che narrano l'incomunicabilità della vita contemporanea, attraverso l'entrata in scena di personaggi veri, crudi, spesso sgradevoli, resi attraverso ritratti scrupolosi e graffianti.
La maschera al cinema (1958), Donna sul divano rosso (1959), Uomini al bar (1960), Uomo solo al bar (1960), Pierrot (1962), Donna che si spoglia (1963), La stanza di un uomo (1968), La cena - Donna sola (1976), Ragazze al caffè (1990), Piano Bar Italia (1996), Una periferia (2004), Bar del crocevia (2006)… sono solo alcuni di questi flash contemporanei, che ricordano le sequenze cinematografiche e che hanno ispirato registi come Ettore Scola e Mario Monicelli nella resa delle atmosfere e dei colori di film come La Terrazza e Un borghese piccolo piccolo.

La mostra è corredata da un prezioso catalogo ricco di immagini e contributi critici sull'opera dell'artista.


Alberto Sughi
a cura di Arturo Carlo Quintavalle
Durata della mostra: 21 Luglio - 23 Settembre 2007
Sede: Roma, Complesso del Vittoriano,Via San Pietro in Carcere
Orario: tuti i giorni, ore 9.30 - 19.30 (ingresso consentito fino alle 18.45)
Biglietto: ingresso gratuito
Catalogo: Skira
per informazioni: tel. 06 6780664; www.albertosughi.com




Cinzia Folcarelli