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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Sabato 23 Marzo 2019, ore 04:26

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a cura di Ugo Dell'arciprete
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Io c’è

Il film di Alessandro Aronadio

Id Article:11135 date 3 Aprile 2018

Roma, Il film, diretto da Alessandro Aronadio, è interpretato da Edoardo Leo, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Massimiliano Bruno, Giulia Michelini.

Dietro l'apparenza di una classica divertente commedia all'italiana, IO C'È presenta numerosi interessanti spunti di riflessione. La trama è facile: Massimo Alberti (Edoardo Leo) è il proprietario del “Miracolo Italiano”, bed and breakfast un tempo di lusso e pieno di clienti, ma ormai prossimo alla bancarotta.

A provocare questo tracollo non è stata solo la crisi economica generale, ma anche la concorrenza sleale del vicino convento gestito da suore. Il pio istituto è sempre pieno di turisti, grazie al fatto che le religiose offrono rifugio in cambio di una “spontanea” donazione, naturalmente esentasse.

Massimo ha un'illuminazione: per sopravvivere deve trasformare il “Miracolo Italiano” in luogo di culto. E per farlo, deve fondare una sua religione.

Nasce così lo “Ionismo”, la prima fede che mette l'IO al centro dell'universo. Ad accompagnare Massimo nella sua missione verso l'assoluzione da tasse e contributi, la sorella Adriana (Margherita Buy), irreprensibile commercialista, e Marco (Giuseppe Battiston), scrittore senza lettori e ideologo perfetto del nuovo credo.

Alla fine Massimo, stanco del suo ruolo di santone della nuova setta, vorrebbe mettere fine alla storia,ma ormai lo Ionismo vive di vita propria e i suoi tentativi di raccontare come sia stata tutta una finzione si infrangono contro la fede incrollabile dei suoi adepti.

Come dicevamo, il film tratta in modo simpatico molte realtà di attualità. La finta religione dello Ionismo richiama le tante sette che da tempo raccolgono seguaci soprattutto tra i giovani disillusi dalle religioni tradizionali ma bisognosi di una guida spirituale, di qualcosa in cui credere. La trovata di Massimo Alberti non è alla fine molto dissimile da quello che fece Ron Hubbard quando fondò Scientology, e tanti sono convinti che anche lui come Massimo non era affatto guidato da una ispirazione etica ma da molto terrene motivazioni economiche.

Altro spunto interessante di riflessione è quello legato al fenomeno del politically correct in ambito religioso, quello in base al quale ogni tanto qualche scuola decide di non fare il presepio a Natale per paura di turbare la sensibilità dei bambini di una diversa fede religiosa. In una società che con la globalizzazione sta diventando sempre più multiculturale le fedi cominciano ad essere talmente tante che per evitare contestazioni l'amministrazione pubblica sembra disposta (o almeno così il film lascia capire) a riconoscere a chiunque l'attestazione di aver fondato una religione ufficiale, purchè esista almeno un luogo di culto e un numero minimo di fedeli.

Ugo Dell'arciprete