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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Sabato 23 Marzo 2019, ore 04:28

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a cura di Ugo Dell'arciprete
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Al cinema con Bernini

L’opera ideata da Francesco Invernizzi

Id Article:11141 date 13 Novembre 2018

Roma, Siamo forse troppo abituati al cinema come momento di evasione fantastica, con effetti speciali, scene mozzafiato o commedie strabilianti, e può sembrare strano portare sul grande schermo Bernini, un film dove i protagonisti sono oggetti inanimati e immobili come statue e dipinti, con solo qualche breve commento di critici e storici dell'arte (Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese di Roma, Luigi Ficacci, storico dell'arte e soprintendente generale all'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e Andrea Bacchi, Direttore della Fondazione Zeri).

Eppure anche questo tipo di film mostra tutto il suo fascino, con la presentazione dei capolavori di Gian Lorenzo Bernini raccolti in una grande mostra alla Galleria Borghese di Roma in un modo che neanche la visita di persona durante la mostra avrebbe potuto consentire di apprezzare. Il regista opera con tecniche di ripresa che permettono di cambiare il punto di osservazione e concedere allo spettatore il privilegio di un volo assolutamente inedito attorno alle opere di Bernini. I capolavori scultorei sono illustrati dalla telecamera con effetti di luce che evidenziano esaltandole le peculiarità di quanto inquadrato.

Bernini fu scultore, architetto, urbanista, pittore: è stato uno dei massimi esponenti del Barocco, capace di influenzare l'arte dei contemporanei per oltre un secolo.

Gian Lorenzo Bernini rimane affascinato già in tenera età dall'arte di lavorare i marmi, con la quale entrò in contatto accompagnando suo padre Pietro al lavoro. Fu lui a perfezionare il talento artistico del giovane figlio,coinvolgendolo nei suoi lavori e guidandolo nelle prime opere, come il San Lorenzo sulla graticola (1614), una delle prime sculture che reca la firma del giovane Bernini.

Trasferitosi a Roma con tutta la sua famiglia all'età di 8 anni, sotto il pontificato di papa Paolo V, Bernini trova una città piena di stimoli e di occasioni per il giovane e talentuoso artista. Egli si ritrova a dare una svolta alla propria carriera quando intraprende un sodalizio con il Cardinale Scipione Cafferelli - Borghese, il principale committente delle sue opere più conosciute. Tra il 1618 e il 1625, Bernini realizzò per i Borghese opere come Enea, Anchise e Ascanio fuggitivi da Troia (1618-1619), il Ratto di Proserpina (1621-1622, sotto), il David (1623-1624) e l'Apollo e Dafne. Tutte opere che è possibile ammirare ancora oggi nel museo di Villa Borghese a Roma.

Bernini realizzò anche numerosi “ritratti di teste con busto” in cui risulta evidente la sua maestria nel riprodurre l'espressività dei volti umani. Nel 1623 avvenne un evento che rese inarrestabile l'ascesa del Bernini. In quell'anno, Matteo Barberini, uno dei primi mecenati dell'artista, divenne papa con il nome di Urbano VIII. Barberini amava l'arte e riponeva grande fiducia in Gian Lorenzo Bernini, così gli affidò importanti progetti, soprattutto nel campo dell'architettura e dell'urbanistica.

Il suo successo travolse l'intera Europa e rappresentò l'ideale di artista mondano per tutto il corso della sua vita, che si interruppe il 28 novembre del 1680.

Ugo Dell'arciprete