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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Lunedi 17 Giugno 2019, ore 08:05

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a cura di Ugo Dell'arciprete
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Il servo, capolavoro di abiezione

La commedia al Teatro Piccolo Grassi a Milano

Id Article:11143 date 15 Novembre 2018

Roma, Dal 17 al 25 novembre, al Piccolo Teatro Grassi, va in scena la commedia intitolata Il servo, che è una spietata rappresentazione delle sfumature che esistono in un rapporto di dominio e dipendenza di un uomo su un altro uomo, nella Londra degli anni Cinquanta - acuta analisi di una società ancora omofoba e classista prima che il Sessantotto ne scardinasse le regole. Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe portano in scena il capolavoro di Robin Maugham sul morboso legame tra il maggiordomo Barrett e il ricco avvocato londinese Tony.

Il servo è un romanzo breve di Robin Maugham. Quando, nel 1948, fu dato alle stampe e distribuito nelle librerie inglesi fu considerato un piccolo capolavoro di abiezione e la critica riconobbe nel giovane scrittore un talento di narratore pari a quello dello zio, il grande Somerset Maugham. Ancora oggi, il romanzo è considerato una 'commedia nera' e di scavo psicologico, la cui trama - chiusa all'interno di una casa borghese - si compone come una ragnatela, lentamente tessuta dal servo.

Al centro del racconto, la vicenda di un rapporto di dominazione e lenta assuefazione di un uomo su un altro uomo: Barrett è un domestico, che prende servizio nella casa di Tony, ricco avvocato londinese. Inizialmente il servo sembra assolvere con zelo il proprio incarico, arrivando però, attraverso ambigui giochi psicologici, al rovesciamento dei ruoli ‘servo/padrone'. Nel rapporto perverso entrano in campo anche l'amico-testimone della vicenda, Richard, la fidanzata di Tony, Sally, la nipote di Barrett, Vera, e la misteriosa Mabel.

Il lavoro di Andrea Renzi e Pierpaolo Sepe parte dall'adattamento teatrale che lo stesso Maugham realizzò nel 1958 ed evoca le atmosfere del celebre film di Joseph Losey del 1963,con la sceneggiatura di Harold Pinter. La traduzione è di Lorenzo Pavolini (che aveva già tradotto il romanzo, nel 2000, per eo) e che, nelle note, evidenzia: “nel racconto c'è l'amicizia e la gioventù in tutta la sua ambigua e irrinunciabile forza, la malinconia e la vitalità di una generazione che usciva dalla guerra, il legame creato tra uomini che sono stati prima di tutto compagni di trincea, soldati, e che ora tornano alla vita, alla città, al sesso, ai problemucci di sempre, il tutto in un mondo sospeso tra ieri e oggi, alla metà del secolo, dove i domestici sono servi, dove la Londra vittoriana non si è ancora sciolta nello swinging, le prostitute hanno la pelle rovinata e sono il male, l'omosessualità è fosteriana e la sensualità una perdizione. Barrett è un demonio”, continua Pavolini, “che cresce dal fango della democrazia ed è pronto a prendere il sopravvento contro l'aristocratico cadente, o per lo meno a guidarlo, a costringerlo a una sommaria equiparazione dei costumi e dei gusti verso il basso. Nel racconto di Maugham è l'ossessione erotica a decidere le cose. Il servo del Novecento è un medico al capezzale delle antiche classi dominanti, siano esse nobili o ricche borghesi. Il suo rimedio è velenoso: come per tante patologie di origine sociale l'oblio, la rimozione, sono parte integrante del disturbo e conducono al disastro”.

Ugo Dell'arciprete