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Issue115 del 21/10/2018 Year: 2019 ID: 2 Lunedi 19 Agosto 2019, ore 17:20

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a cura di Pietro Vultaggio
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Il parroco Padre Marco Bellacchioma con Papa Benedetto XVI  
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La funzione educativa

Hanno perso il ruolo pedagogico e informativo degli albori?

Id Article:9837 date 16 Marzo 2006

Roma,

Martedì 7 febbraio si è tenuto, presso l'Istituto "M. Massimo", nel quartiere Eur, il convegno riguardante "La funzione educativa dei mass-media", in cui è stato illustrato il rapporto tra i mezzi di comunicazione e la società odierna, dal punto di vista degli aspetti pedagogici ed educativi.

 

Ha iniziato il Parroco della Basilica dei SS. Pietro e Paolo all'Eur, Padre Marco Bellachioma, il quale, fermamente convinto dell'importanza dei mass-media e del ruolo che rivestono nella comunità, ha confermato di tenerli in notevole considerazione anche nell'ambito della formazione religiosa dei giovani d'oggi."In collaborazione con i genitori - ha detto, riportando il Messaggio di Benedetto XVI per la prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni (25 Maggio 2006) - i mezzi della comunicazione sociale e le industrie dello spettacolo possono essere di sostegno nella difficile ma altamente soddisfacente vocazione di educare i bambini".

 

A seguire è toccato a Monsignor Claudio Giuliodori, Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, che ha dichiarato come "in tante discussioni e riflessioni sulla televisione, si è giunti a dire che i media non possono avere una funzione pedagogica; quindi, affermare che i media possono svolgere un ruolo educativo è andare in controtendenza, essere dei rivoluzionari". Ha sottolineato poi l'importanza dei mass-media, definiti come "un'amplificazione della natura comunicativa dell'essere umano", piuttosto che puri apparati strumentali.

Secondo Monsignor Giuliodori, i media sono l'espressione dell'uomo e proprio per questo l'attenzione della Chiesa su di essi è andata crescendo in questi anni. Il Direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della CEI ha rivolto,infine, qualche critica nei confronti dei mezzi di comunicazione, accusandoli di essere entrati nel processo educativo "a gamba tesa", a volte anche in maniera devastante.Successivamente è intervenuto Mauro Miccio, Professore di Teoria e Tecniche della Comunicazione all'Università Roma Tre.

 

All'inizio del suo intervento ha ricordato come la televisione abbia iniziato la sua storia con un approccio pedagogico: "nel 1928 la primissima trasmissione tv fu il cartone animato "Felix the cat", ha seguito poi uno sviluppo che l'ha portata, attraverso varie fasi, ad occupare un ruolo invasivo nei confronti della società, perché potente acceleratore sociale".Perché la televisione, i videogiochi e il cinema ci rendono più intelligenti", il Prof. Miccio ha riportato un opinione molto diffusa: l'antidoto ai pericoli della tv è smetterla di guardarla.

 

Invece la vera sfida è "educare alla tv, promuovendo una moderna alfabetizzazione che consenta di far riflettere e lavorare sui mezzi di comunicazione, vecchi e nuovi", insomma quello che si definisce un "approccio ecologico". Nel caso dei bambini, soprattutto i genitori e gli educatori dovrebbero svolgere la funzione di "mediatori del medium", filtrando i messaggi. L'organizzazione dell'iniziativa che ha riscontrato una nutrito interesse e partecipazione è stata promossa e maggiormente sostenuta dal Parroco della Basilica dei Ss. Pietro e Paolo, Marco Bellachioma, e curata dall'Aiart, Associazione Spettatori.



Pietro Vultaggio