ERRORE 70
Permission denied D:\home\h555297.winp026.arubabusiness.it\romalocale.it\public\System\Contatori\ContatoreVisite.txt

Comandi

Immagine logo sito
Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Giovedi 15 Novembre 2018, ore 23:04

, Home Page (Sommario) , Manda un email all'autore , Elenco Articoli per Cerca tra gli articoli , Tema:Universita' , SkSoggetto:La Sapienza , Tipo Articolo:Articoli Vari ,
,
a cura di Lorenzo D'albergo
Per saperne di piu' su di me...

, ,



Articoli: 100 Premi per andare all'elenco degli articoli
,




Skede: 1 Premi per andare all'elenco delle skede soggetti che ho compilato
Gianni Rivera  
(Premi per la FOTO Ingrandita)

Ridateci il pallone!

Quale informazione sportiva è possibile dopo Calciopoli? La parola agli esperti...

Id Article:9952 date 27 Maggio 2006

Roma, Finalmente qualcuno ha dato un calcio a questo pallone malato… E nessuno si è salvato! Presidenti, procuratori, dirigenti, calciatori, commissari tecnici ed anche parte dell'informazione sportiva erano caduti nella rete che Moggi, Girando e la GEA avevano creato per imbrigliare il calcio italiano. L'esempio lampante del coinvolgimento dell'informazione sportiva lo si può ritrovare nella persona di Aldo Biscardi, intercettato più volte in “chiacchierate”, quanto meno compromettenti, con Luciano Moggi.

Ora come farà l'informazione sportiva a recuperare quella credibilità che ormai sembra aver perso tra gli appassionati di calcio? Proprio per analizzare la posizione dell'informazione sportiva, all'interno di quella che è stata definita “Calciopoli” o “Moggiopoli”, è stata organizzata, il 24 maggio, dalla Facoltà di Scienze della Comunicazione de “La Sapienza” la tavola rotonda dal titolo “Il pallone rubato: la comunicazione prima e dopo lo scandalo”.

Diretta da una delle più note voci di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Riccardo Cucchi, la tavola rotonda è stata aperta da Mario Morcellini, preside della Facoltà, che, da buon padrone di casa, ha aperto le “danze” presentando il problema in analisi: “gli intellettuali e i ricercatori si sono dimostrati lontani dalla realtà e hanno rilasciato poche dichiarazioni a riguardo. Molti giornalisti dicono di aver lanciato l'allarme a tempo debito, ma il movimento non è stato uniforme. Ma ora lo scandalo è diventato cosa pubblica e dalla sua analisi si può ripartire”. Gianni Rivera, grande campione del Milan degli anni '60-'70 ed al momento consulente per le Politiche Sportive del Comune di Roma, ha raccolto l'assist di Morcellini ed ha subito individuato la chiave dello scandalo. “Inquesto calcio valgono solo gli interessi economici e le società si interessano sempre meno ai valori di correttezza, sportività e fair play che questo sport dovrebbe trasmettere ai suoi spettatori. Per quanto riguarda Moggi – ha aggiunto Rivera per chiudere il suo discorso – il minimo che si possa dire è che si trovava a capo di una vera e propria cupola mafiosa, capace di compromettere le carriere di chi gli si opponeva. Per fare un esempio, basta considerare le vicende di Dino Zoff che, una volta rifiutata la procura GEA, non si è più visto nel mondo del calcio. Ora servirebbe un disegno di legge sullo sport sul quale trovare un sostegno totale del parlamento,ma soprattutto bisognerebbe rispettare la regola, per troppo tempo infranta, del buon senso”. L'intervento successivo è stato quello di Alessandro Vocalelli, direttore del Corriere dello Sport che ha difeso la categoria. “I giornalisti hanno denunciato più volte il sistema GEA, ma in un mondo dove Moggi controllava le istituzioni, quelle a cui i giornalisti si rivolgevano, cos'altro potevano fare i giornalisti per far saltare il tappo di questo scandalo?” .

Luca Valdiserri, giornalista del Corriere della Sera, ha cercato di suddividere in tre fasi il comportamento dell'informazione sportiva nei confronti di “Calciopoli”. “Durante i giorni dello scandalo è mancata la spiegazione analitica di ciò che stava succedendo. I media hanno solo pensato a pubblicare le intercettazioni senza effettuare quello che viene a loro richiesto, la mediazione dell'informazione. Prima dello scandalo – ha continuato Valdiserri nella sua analisi – c'erano giornalisti che tramite Moggi sapevano prima degli altri ed editori che pubblicavano ad occhi chiusi i loro articoli, anche se privi di analisi critica. Dopo lo scandalo – ha concluso il giornalista – bisognerà mettere chi ha sbagliato di fronte alle sue responsabilità e pensare ad educare una società che ha dimenticato cos'è lo sport”. La parola è passata poi ad Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, che ha denunciato: “Sono stati truffati gli investitori, i scommettitori, ma soprattutto i tifosi. Ci hanno rubato il calcio vero, quello del 4-3 di Rivera”. Il “golden boy” non ha potuto far altro che ringraziare Longo per questa “citazione”. L'ultimo e conclusivo intervento è stato quello di Giovanni Lolli, sottosegretario allo sport del governo Prodi. “Siamo in una società dove i furbi vincono. Serve un nuovo equilibrio dopo questo scandalo. Questo nuovo equilibrio lo si potrà raggiungere solo con alcune importanti riforme: il salary cap, la mutualità, ovvero l'equa distribuzione dei diritti televisivi – come spiegato da Lolli - e con la costruzione di stadi all'inglese, strutture usufruibili dai cittadini durante tutti i giorni della settimana, non solo la domenica”. Questa tavola rotonda, tra i cui partecipanti doveva esserci anche l'ex direttore sportivo della A.S. Roma Franco Baldini, ha fornito tanti buoni spunti da cui ripartire. Ora starà ai nuovi vertici del calcio italiano raccogliere questi consigli e metterli in atto.

Lorenzo D'albergo