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Issue111 del 17/09/2007 Year: 2007 ID: 86 Martedi 13 Novembre 2018, ore 09:00

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a cura di Paola Ferraro
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Nella foto: Massimiliano Smeriglio ad una conferenza
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L'educazione del gusto nelle scuole

Parte nel XI Municipio il progetto school garden

Id Article:9955 date 27 Maggio 2006

Roma, I giovani ed in particolare i più piccoli, non hanno nelle scuole l'educazione alimentare, che insegna loro a mangiare bene e a non dimenticare le identità culturali legate alle tradizioni alimentari e gastronomiche del proprio territorio. A questo proposito è nato il progetto School Garden: in collaborazione con Slow Food, il municipio ha scelto come mezzo la realizzazione di un orto presso le strutture scolastiche, che verrà gestito direttamente dai bambini, così da dargli modo di imparare i “segreti del mestiere. A partire da come si lavora la terra. come si raccoglie, fino ad arrivare all'assaggio dei prodotti coltivati, tutto questo affiancato da un corso di educazione sensoriale.

Le scuole interessate sono, entrambe alla Montagnola, “I monelli” e “La Torre di Babele”, che saranno le prime a sperimentare questo percorso, che insegnerà ai bambini a coltivare la terra secondo precisi criteri, che tengono conto dei metodi tipici del territorio e che rispettano i canoni biologici.

L'associazione Slow Food ha pensato e realizzato le sue attività in questi anni,passando dalla tradizionale educazione alimentare all'educazione del gusto: si impegna nella salvaguardia dei cibi, nella difesa della biodiversità delle specie coltivate e nella protezione di luoghi che fanno parte del patrimonio gastronomico.

Per fare questo, l'associazione fa ampio uso di percorsi didattici, per favorire un corretto rapporto tra bambini e ragazzi e con il cibo. Il presidente del municipio, Massimiliano Smeriglio, ha accolto favorevolmente l'iniziativa: “abbiamo abbracciato con convinzione la proposta di Slow Food, perché oltre ad essere uno strumento di educazione divertente ed inedito, offre un concreto modo di invertire l'allarmante tendenza al consumo acritico. Ritengo infatti che siamo tutti di fronte ad una grande responsabilità, che ci impone una maggiore richiesta di informazione, per ritrovare il rispetto per l'ambiente che ci ospita e per fare in modo di migliorare la qualità della vita''.

Paola Ferraro